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Comunicato stampa

Decreto Anti crisi: il Governo accetta l’OdG dell'on Narducci sul lavoro transfrontaliero

pubblicato il 19 gennaio 2009 , 401 letture
Dopo la fiducia votata il 15 gennaio, la Camera ha concluso l’esame degli ordini del giorno al decreto anticrisi e, quindi, approvato il disegno di legge di conversione del dl 186/2008 che ora passa all’esame del Senato. Tra gli ordini del giorno accolti dal Governo c’è anche quello presentato da Franco Narducci, che ha acconsentito ad alcune modifiche proposte dall’Esecutivo, rappresentato oggi in Aula dal sottosegretario Casero.

Si tratta di un odg sul lavoro transfrontaliero: "il trattato sulla libera circolazione delle persone sottoscritto dalla Svizzera e l'Unione europea vi si legge - parte integrante dei sette accordi bilaterali tra la confederazione elvetica e l'UE entrati in vigore il 1° giugno 2002, sono basati sulla graduale abolizione dei vincoli che per decenni hanno regolato l'accesso al mercato del lavoro svizzero e la relativa normativa in materia di sicurezza sociale; tra l'Italia e la Svizzera sono stati disciplinati tra l'altro, mediante accordi bilaterali, gli aspetti previdenziali e di sicurezza sociale concernenti i lavoratori e le lavoratrici italiani aventi lo status di "frontalieri". Come noto, soprattutto la zona di frontiera lombarda e piemontese ha alimentato da decenni un forte flusso di forza lavoro occupata nei cantoni svizzeri confinanti con l'Italia".

Sulla base di tali accordi, "la Svizzera retrocede annualmente all'Italia, nella fattispecie all'INPS, gli oneri destinati all'assicurazione per l'indennità di disoccupazione dei lavoratori e lavoratrici succitati; i contributi retrocessi dalla Svizzera all'INPS - versati in un fondo apposito gestito con "contabilità separata" - sono stati utilizzati correntemente per finanziare la legge italiana n. 147 del 1997".

"Il 1° giugno 2009 – ricorda Narducci nel suo odg – la Svizzera cesserà la retrocessione all'INPS dei contributi sopra illustrati, avvalendosi delle norme contenute nel trattato sulla libera circolazione delle persone, un passo che coincide con un momento estremamente difficile del mercato del lavoro svizzero. Anche le previsioni più caute, infatti, rilevano le gravi difficoltà del mercato del lavoro nel 2009, a causa della crisi finanziaria ed economica in atto, e già da qualche mese, soprattutto nel comparto dell'industria, molti lavoratori hanno perso il posto di lavoro; il lavoro transfrontaliero, oltre a costituire un alleggerimento per gli sbocchi occupazionali nel mercato del lavoro italiano lungo le zone di frontiera, ha da sempre costituito un fattore di grande rilevanza per lo sviluppo economico delle regioni interessate. Si deve inoltre considerare che i fondi in questione non costituiscono un onere per lo Stato italiano risultando essi dal prelievo sulle retribuzioni dei nostri connazionali occupati in Svizzera; analizzando i periodi di recessione e di stagnazione dell'economia svizzera in passato si evince che i cantoni lungo il confine sud della Svizzera, naturale sbocco della forza lavoro transfrontaliera, hanno economie più deboli rispetto ai cantoni a nord delle Alpi. La situazione occupazionale sul versante italiano, peraltro, è già ora caratterizzata da notevoli difficoltà occupazionali causate dalla crisi economica e finanziaria predetta".

Con l’odg, quindi, si intende impegnare il Governo "ad utilizzare i fondi inviati dalla Svizzera all'INPS esclusivamente per il finanziamento e l'applicazione della legge n. 147 del 1997 anche dopo la fine delle retrocessioni da parte elvetica, ovvero a partire dal 1o giugno 2009, adottando i provvedimenti di legge che si dovessero rendere necessari e in attesa di una modifica della legge n. 147 del 1997 stessa e del suo rifinanziamento".

In quest’ultima parte la riformulazione proposta dal Governo e accettata da Narducci che modifica il testo così: "impegna il governo a valutare l'opportunità di utilizzare i fondi, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, inviati dalla Svizzera all'INPS esclusivamente per il finanziamento e l'applicazione della legge n. 147 del 1997 anche dopo la fine delle retrocessioni da parte elvetica, ovvero a partire dal 1o giugno 2009, adottando i provvedimenti di legge che si dovessero rendere necessari e in attesa di una modifica della legge n. 147 del 1997 stessa e del suo rifinanziamento".


Fonte: Aise
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