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Roma violentata

Touadi: "Il tema della sicurezza si deve affrontare senza demagogia ma con serietà.

pubblicato il 24 gennaio 2009 , 724 letture
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La città eterna vive nella paura. La paura che qualcosa possa succedere anche andando a casa, o facendo la spesa. Una paura che condiziona la vita di tutti i giorni. Dopo l'ennesimo atto di violenza compiuto a Roma crescono preoccupazioni e polemiche sulla sicurezza che non c'è. Tutti i principali quotidiani aprono sull'emergenza criminalità che continua a divampare nella capitale. La Stampa riporta i dati, forniti dalla questura, di una violenza che colpisce soprattutto le donne in zone trascurate dall'amministrazione comunale: solo nel 2008 sono stati ben 216 stupri compiuti a Roma. Anche il Corriere e Repubblica denunciano l'emergenza come fa addirittura il Giornale: "3 stupri in solo 20 giorni. A roma è emergenza criminalità.Eppure la campagna elettorale del sindaco si basava sulla lotta contro i crimini".

La sicurezza appunto è stato uno dei capisaldi della campagna del Sindaco, sostenuto dalla maggioranza di governo, tanto che addirittura l'esercito era stato mobilitato nella capitale e Alemanno aveva promesso l'espulsione di 20.000 clandestini. Ma la spirale di violenza che ormai assorbe Roma non riguarda solo immigrati, clandestini e stranieri. Basta ripercorrere i principali episodi di violenza compiuti nell'ultimo anno a Roma.

20 aprile 2008: a la storta, alla stazione viene accoltellata e violentata una studentessa africana di 31 anni.
22 agosto: a Ponte Galeria due pastori stuprano turista olandese e derubano lei e il suo compagno. Alemanno si giustifica: campeggiavano nel posto sbagliato
18 settembre: al Flaminio un pensionato viene pestato da 3 baby bulli
3 ottobre: a tor bella monaca un ragazzo cinese pestato da gang di sedicenni
28 ottobre: al Pantano 4 egiziani di 16 anni vengono pestati da baby gang
30 novembre: a Ponte di Nona un commerciante viene pestato per rubargli il cellulare
1 gennaio 2009: avviene lo stupro alla fiera di Roma
21 gennaio: a Primavalle 41enne stuprata alla fermata
22 gennaio: a Guidonia. Ragazza violentata da 5 uomini

La risposta a questa spirale di violenza efferata non possono essere propaganda e demagogia. Lo sostiene Leonard Touadì, deputato Pd ed ex assessore alla sicurezza del Comune di Roma. “La sicurezza e i flussi migratori vanno affrontati con la determinazione non con gli annunci, proprio come Roma ha fatto tra il 2001 e il 2007. Quando scoppiò l’emergenza rom dovuta all’ingresso di flussi incontrollati dopo l’ingresso nell’Unione Europea della Romania, il Comune di Roma attuò una politica ben diversa. Se a giugno 2007 avevamo censito 7.600 persone negli insediamenti abusivi ad aprile 2008 ne erano rimaste 2.500. Un calo continuo dovuto al lavoro costante con i vigili urbani e della questura per effettuare un vero censimento e non la raccolta delle impronte digitali sbandierata da Alemanno che ci ha permesso di sapere chi ci fosse nei campi”. “Il tema della sicurezza che la drammatica sequenza di fatti di cronaca delle ultime settimane ha riproposto a Roma si deve affrontare senza demagogia ma con serietà. Ad Alemanno gioverà ricordare che è così che si affrontano le emergenze, non con gli spot, con l’esercito impiegato non si sa bene dove e con i manifesti tanto trionfalistici quanto immotivati lungo le strade”, conclude Touadì.

Ma intanto Berlusconi annuncia la volontà di “decuplicare” la presenza dei militari nella capitale e minimizza i fatti di questi ultimi giorni. “E’ stupefacente – dice Marco Minniti, ministro degli interni del governo ombra del Pd - la superficialità con la quale il presidente del Consiglio affronta un tema così delicato come quello della sicurezza dei cittadini. Negare la gravità degli atti di violenza accaduti a Roma in questi giorni, in particolare contro le donne, lascia sbigottiti. Invece di intervenire sulla realtà la si ignora dicendo che non si può fare nulla per prevenire. Una cinica resa di fronte alla violenza. Cosi come dire che a Lampedusa è tutto sotto controllo proprio mentre stamane gli immigrati sono fuggiti dal centro di accoglienza è al di là del bene e del male”. “Di fronte a quanto è successo – prosegue Minniti – mi sarei aspettato, al di là della politica degli annunci, un piano organico e completo sulle questioni della sicurezza. Si tratta, se si vuole affrontare il tema di un miglior controllo del territorio, di mettere le forze di polizia nelle condizioni di poterlo fare e, quindi, di affrontare con serietà il tema dei tagli ai finanziamenti sulla sicurezza. L’idea di utilizzare i militari contro la criminalità diffusa è un’idea sbagliata e che, peraltro, sinora non ha funzionato. D’altro canto vorrei ricordare al presidente del Consiglio che i nostri militari svolgono una preziosissima ed insostituibile funzione nelle missioni all’estero nelle quali sono impegnati, altro che fare la guardia nel deserto dei Tartari! E 30 mila militari, tre volte tanto quelli che sono adesso impegnati in missioni internazionali, per il controllo delle città sarebbe una misura senza precedenti, costosissima e da Stato d’assedio. E meno male che secondo Berlusconi è tutto sotto controllo”.

Silvio Berlusconi deve capire che "non c'è più spazio per la politica degli annunci". Così il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, commenta le parole del premier. "Devono capire che sono al governo da quasi un anno ed è finito il tempo degli annunci, il tempo degli slogan. Ora servono i fatti". Annunciare 30mila soldati in più nelle città, secondo il numero due del Pd, è "una operazione immagine" difficilmente realizzabile visto che il governo ha stanziato "tre miliardi in meno per la sicurezza e ci sono ancora troppi poliziotti negli uffici".


Della stessa idea è Maria Pia Garavaglia, ministro dell’Istruzione del governo ombra. "Ci risiamo. Berlusconi imita Alemanno e scarica i problemi della sicurezza sull'imprevedibilità. Insomma la colpa è di chi va in campagna, oggi i ragazzi di Guidonia, ieri i turisti aggrediti sulla Portuense. E' una vergogna, sono scuse offensive, tentativi di scaricare i problemi ai quali non si riesce a dare risposta. E' drammaticamente evidente che la sicurezza è un tema di grande delicatezza nei confronti del quale bisogna agire con intelligenza e decisione. Per la destra era solo un tema da campagna elettorale, serviva a soffiare sulle paure dei cittadini. Ora la loro inadeguatezza viene drammaticamente alla luce e a pagarne le conseguenze sono i cittadini, primi tra tutti le donne".

“Ancora un'altra violenza a Roma, ancora un altro dramma consumato sulla pelle di una donna. Chiedere conto a chi amministra di ciò che e' stato fatto e di ciò che si intende fare per la sicurezza delle donne é non solo legittimo, ma doveroso''. Lo afferma Anna Paola Concia, deputata Pd, lanciando un appello per un'iniziativa bipartisan contro la violenza sulle donne. Per restituire alla politica il coraggio di essere vicino alle persone, per stare dalla parte delle vittime, per non far sentire solo chi ha paura. Questa deve essere la prima, vera responsabilità di chi fa politica. Ed è sacrosanto farlo quando chi oggi governa e' proprio su simili dolorosi episodi che ha costruito il proprio consenso”. “Chi denuncia non strumentalizza - aggiunge Concia nell'appello - al contrario ha a cuore il bene e il meglio per i cittadini” conclude Concia, lanciando l'invito ad un incontro bipartisan per il prossimo giovedì alle 15.00 nella Sala S. Claudio di Palazzo Marini, in piazza San Claudio,166.

“Condivido l’appello lanciato da Paola Concia sulla necessità di un’iniziativa unitaria di donne e uomini per un’assunzione di responsabilità nei confronti dei fenomeni di violenza contro le donne” dice Livia Turco, deputata del Pd in un comunicato. “ Le violenze a cui assistiamo sono frutto di un maggiore impoverimento delle relazioni umane, è dunque importante compiere ogni sforzo per ripristinare un clima di comunità e di coesione che riporti al centro il rispetto della dignità delle persone e delle donne in particolare. E’ necessario evitare ogni strumentalizzazione su fatti tanto dolorosi, così come è necessario che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Il sindaco Alemanno rifletta sul bisogno di una politica pacata e fattiva, oggi lui è il sindaco di tutti”.

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