Renato Soru presenterà una querela contro il premier
Silvio Berlusconi, più a suo agio in una campagna elettorale permanente che al governo del Paese, per le accuse mosse contro il governatore uscente e riportate dal quotidiano La Nuova Sardegna. Si tratta di “dichiarazioni infamanti” e “intollerabilmente lesive della dignità personale” ha fatto sapere Renato Soru in una nota del suo ufficio stampa, perché “del tutto mendaci”.
Il caso al centro dell'azione giudiziaria preannunciata da Soru contro il presidente del Consiglio riguarda il bando, che nel frattempo è stato annullato, per la pubblicità istituzionale della Regione al centro di un'inchiesta condotta dalla Procura di Cagliari. Si tratterebbe di presunte pressioni esercitate per assicurare l'appalto alla Saatchi & Saatchi. Il governatore, dopo un primo colloquio con gli inquirenti, alcune settimane fa, si e' presentato da solo dal pm Mario Marchetti per fare dichiarazioni spontanee, ribadendo la fiducia nel riconoscimento della sua totale estraneità alle ipotesi di reato contestate.
Renato Soru ha voluto rispondere alle affermazioni del premier, fatte durante un comizio a favore del candidato di centro – destra. “Da un uomo di stato mi aspetto che non dica bugie in pubblico”, ha detto il governatore uscente. “Lei ha 73 anni, signor presidente del consiglio, io 51, siamo grandi, abbiamo figli, siamo nonni. Lasciamo ai nostri figli la certezza che i loro genitori non sono persone che mentono. A questa età bisogna essere seri. Certi comportamenti non sono accettabili né a questa età né a 12 anni. Ancora meno accettabili da un uomo di stato, ”.
Berlusconi sa che i consensi per il governo stanno diminuendo e una sconfitta in Sardegna avrebbe un forte significato politico, anche a livello nazionale. Per questo lancia i sondaggi, senza citare la fonte, e continua ad intervenire “a suon di slogan” nella campagna elettorale sarda, tanto da oscurare l'immagine del candidato di centro – destra Cappellacci, in uno scontro a due con Renato Soru e nella totale assenza di rispetto delle regole democratiche ed elettorali.
Ma alle accuse infondate e agli attacchi del premier Renato Soru risponde punto su punto: “Questa è la Sardegna, signor Presidente del Consiglio, sulla quale Lei incombe con protervia e con tutto il potere dello Stato, sottraendoci la possibilità di una discussione democratica che dovrebbe essere solo nostra”, ha detto Soru nel corso di un comizio a Carbonia. “Se al Presidente del Consiglio stava così a cuore”, continua Soru, “poteva dimettersi, prendere la residenza a Porto Rotondo e candidarsi alla presidenza della Regione. E ci veniva coi suoi mezzi, come faccio io, e non con le forze dell’ordine, a fare una campagna elettorale che non gli compete. È fuori da tutte le regole della par condicio”.
“Avrebbe dovuto fare come me, contare i minuti, invece impazza a reti unificate”, ha dichiarato Renato Soru nel corso del comizio a Carbonia, “e almeno, quando parla della Sardegna, quando parla di numeri, dovrebbe citare le fonti. Invece sta facendo campagna elettorale in Sardegna come ritiene che la campagna elettorale debba essere fatta: lo diceva già tempo fa che gli elettori hanno la testa di un bambino di 12-13 anni e neanche tanto sveglio. Ecco, crede che siamo così e per questo ci racconta panzane”.
“Oggi è venuto a parlare di un’azienda che io ho fondato tanti anni fa e di cui vado orgoglioso. Diversamente da lei, signor presidente del consiglio, io da 5 anni non mi sono mai più occupato della mia azienda. Non ho mai fatto leggi regionali ad hoc per mie questioni personali né per mie aziende personali. Mentre il monopolio delle tv commerciali è in mano a una sola impresa”.
Soru però non si limita a rispondere al premier ma denuncia quello che in realtà è sotto gli occhi di tutti, che la campagna elettorale condotta da Berlusconi in Sardegna ''è truccata'' e il premier ''infrange tutte le regole di equilibrio dei mezzi di comunicazione'' e regala ai sardi solo calcio e barzellette. Così Renato Soru durante la tappa del suo giro elettorale nel Nuorese. ''Ovunque appare Berlusconi - accusa Soru - e dietro di lui, silente, il candidato della destra, in un modo imbarazzante per noi sardi".
Il presidente del Consiglio - insiste il governatore uscente - usa i mezzi dello Stato per venire in Sardegna e non parla mai di cose importanti per i sardi (la chimica, i territori devastati dalle alluvioni, per esempio) ma di barzellette e di Kakà''. ''Questo è il rispetto che lui ha per il popolo sardo - afferma Soru – e per chi lui ha scelto di candidare alla guida della Regione''.''Noi non abbiamo accesso alla Tv - ribadisce il candidato del centrosinistra -, tanto meno a quelle che non rispettano le regole, né abbiamo accesso a una partita truccata dove il premier impazza sui mezzi di comunicazione. La vera campagna della destra è questa perché - conclude Soru - ha bisogno di una Sardegna senza voce”.
ev