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Unanime il coro di critiche e lo sdegno del Partito Democratico per il voto al Senato su Di Girolamo

pubblicato il 29 gennaio 2009 , 505 letture
Quante volte ancora questa maggioranza proseguirà nell’offendere le istituzioni e l’etica dei cittadini italiani, compresi quelli all’estero?
Piovono forti le critiche dal Partito Democratico in merito al voto di questa mattina a Palazzo Madama con cui la maggioranza ha deciso di rinviare ogni decisione sul seggio di Nicola Di Girolamo.

La Capogruppo Anna Finocchiaro, più volte intervenuta in Aula, commenta con durezza: "Trovo quanto accaduto in Senato scandaloso e il Pdl si è assunto una gravissima responsabilità perché ha scritto una pessima pagina svuotando di ogni efficacia e autorevolezza la decisione unanime della Giunta per le elezioni che è l'unico giudice, per la Costituzione, a decidere sulla validità della elezione di un componente delle Camere" e per il sen. Felice Casson, membro della Giunta per le elezioni: "quanto avvenuto oggi nell'aula di palazzo Madama in merito al sen. Nicola Di Girolamo rappresenta una palese violazione del regolamento del Senato e, ancor più, un vergognoso comportamento politico.
Secondo Maurizio Chiocchetti – “la maggioranza parlamentare che sostiene il Governo Berlusconi ha oggi in Senato offeso gli italiani, quelli che vivono in Italia e soprattutto quelli che vivono all’estero, ha violato le istituzioni, ha scritto una pagina vergognosa della nostra Repubblica. Di fronte ad una palese e grave violazione della legge, attuata dal senatore di Girolamo e sancita dalla magistratura e dalla Giunta del Senato, la maggioranza di destra ha deciso che i reati, le falsità, le illegalità si possono compiere tranquillamente e che, se accertate, devono rimanere impunite. Anzi, ha sanzionato che più si è alti in grado più schifezze e più reati si possono compiere. Alla faccia delle continue invocazioni alla legalità, alla lotta alla criminalità e alla persecuzione dei reati, alla fine si fa prevalere il messaggio che più si è forti, furbi e potenti e più si è immuni. Con questa destra, che calpesta la legge e il buon senso usando la forza dei numeri, il nostro paese può avere solo un futuro molto grigio e tempestoso.”

Mentre i Deputati PD eletti nella Circoscrizione Estero affidano alla nota che riportiamo qui di seguito, la loro indignazione e preoccupazione.
“La maggioranza di governo al Senato, con uno scarto di pochissimi voti, ha rinviato alla Giunta delle elezioni gli atti relativi all’annullamento dell’elezione del Sen. Di Girolamo nella ripartizione Europa della Circoscrizione Estero.
In questo modo, la maggioranza di centrodestra ha contraddetto due volte sé stessa: appena un’ora prima, infatti, l’Aula aveva bocciato un’analoga richiesta di sospensiva avanzata dal capogruppo del PdL Sen. Gasparri; in secondo luogo, ha di fatto rigettato la proposta della Giunta delle elezioni, dove i senatori di centrodestra sono in maggioranza, di dichiarare decaduto il Sen. Di Girolamo per il mancato possesso del requisito della residenza all’estero al momento delle elezioni.
In un momento di crisi della credibilità della politica, la plateale trasformazione da giudici in avvocati difensori di molti senatori di maggioranza non è di grande aiuto per le istituzioni e per la democrazia.
Come eletti nella Circoscrizione Estero non possiamo fare a meno di manifestare sconcerto e preoccupazione anche sotto un profilo più specifico e diretto. Fare intendere ad una più vasta opinione pubblica che il voto all’estero è regolato da norme che il primo furbo che ci provi possa facilmente eludere senza subirne conseguenze significa portare acqua al mulino di chi considera il voto per corrispondenza dei cittadini italiani all’estero un lusso o addirittura una stranezza del sistema politico italiano. E questo è un danno obiettivo che si arreca agli italiani all’estero e, indirettamente, al Paese per l’interesse che esso ha a fare rete con le comunità di origine, particolarmente in questo momento di difficoltà economiche e sociali.
Certo, è desolante constatare che proprio mentre altri Paesi stanno guardando con vivo apprezzamento all’esperienza di costruzione della rappresentanza dei cittadini residenti all’estero che l’Italia ha realizzato, in una delle massime istituzioni dello Stato si privilegino le solidarietà pelose al cristallino rispetto della legge.
Dopo i tagli che hanno devastato le politiche verso gli italiani all’estero, il rinvio delle elezioni per i COMITES e il CGIE, le proposte di “normalizzazione” della rappresentanza di base , di cui si prevede un drastico ridimensionamento, dalla maggioranza continuano a venire segnali di contrasto verso il mondo di cui siamo espressione.
Per quanto ci riguarda, continueremo a fare tutto il possibile per frenare e invertire questa deriva nelle sedi istituzionali e tra le nostre comunità, ma invitiamo gli italiani all’estero di qualsiasi orientamento a non desistere dal fare sentire la loro voce per essere considerati con rispetto e dignità”.
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