Approda al Senato il disegno di legge sullo stalking. Il testo, approvato dalla Camera ad ampia maggioranza prevede da sei mesi a quattro anni di reclusione per chi compirà atti persecutori e minacce verso il partner o l’ex partner. Sono previste poi delle aggravanti nel caso in cui a subire l’atto persecutorio sia una donna incinta (la detenzione può arrivare a sei anni), nel caso in cui a mettere in atto molestie verbali sia il coniuge, anche se divorziato, il convivente o il fidanzato, o se la vittima è un minore o persona diversamente abile. Il giudice potrà inoltre intimare all’imputato di non avvicinarsi ai luoghi frequentati abitualmente dalla vittima. Verrà istituito poi un numero verde nazionale per fornire una prima assistenza psicologica e giuridica alle vittime di molestia.
“Un passo molto importante ed una vittoria delle donne e per le donne", dice la senatrice del Pd
Vittoria Franco, ministra delle Pari Opportunità del governo ombra. "Alla Camera è stato fatto un buon lavoro col contributo delle donne dell'opposizione - sottolinea Vittoria Franco - Al Senato faremo la nostra parte per rafforzare gli aspetti di prevenzione e per arrivare ad una rapida approvazione. E' necessario che si arrivi al più presto a una legge sullo stalking, per sanzionare un reato odioso che spesso porta all'uccisione delle vittime. Resta aperto il capitolo del contrasto alla violenza sessuale sul quale aspettiamo delle risposte concrete dal governo, anche in termini di risorse finanziarie ".
“Un primo passo per colmare una lacuna che durava da troppi anni”, sostiene
Pina Picierno, ministro per le politiche giovanili nel governo ombra. “Con tante donne che hanno dovuto subire violenze prima di veder riconosciute dignità e risarcimento alle loro sofferenze, il Partito Democratico ha votato si con convinzione, ad una legge che poteva essere votata già un anno fa', insieme a tutte le forze politiche del Parlamento, convergenza che si è sviluppata su un tema come quello dello stalking”. “Adesso si spera -conclude Pina Picierno- che diventi legge al più presto
con il passaggio al Senato dove sicuramente ci sarà la stessa convergenza”.
Continua intanto l‘iniziativa del Partito democratico. Oltre
all’appello lanciato da Vittoria Franco, i deputati del Partito Democratico hanno già presentato una mozione alla Camera dove si chiede un impegno dell’esecutivo per il finanziamento di un Piano d'azione contro molestie e violenze di genere e dell'Osservatorio pubblico nazionale del monitoraggio statistico sulla violenza alle donne, istituito dalla legge finanziaria per il 2007; l’aumento dei numeri telefonici di pubblica utilità uniti a campagne informative tradotte nelle lingue più diffuse; l’istituzione, mediante urgenti iniziative in sede di Conferenza Stato-regioni, presso i pronto soccorso medici di sportelli per l'accoglienza delle donne maltrattate; corsi formativi per operatori della giustizia, delle forze dell'ordine, dei servizi sociosanitari e campagne di educazione al rispetto della donna, della persona, a partire dalla scuola: estensione della sfera di applicazione del permesso di soggiorno anche alle donne vittime di maltrattamenti o abusi sessuali.
Queste sono le prime azioni che il Partito Democratico ha messo in campo contro la violenza sulle donne. Ma non sono le uniche. Nelle prossime settimane inizierà una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne su tutto il territorio nazionale per contribuire alla prevenzione e per diffondere una nuova cultura del rispetto del corpo femminile.
L’approvazione del disegno di legge alla Camera è stata preceduta da una
intensa discussione sul Pd network a sostegno dell'appello del Pd contro la violenza sulle donne, proposto da Vittoria Franco e firmato dal segretario Walter Veltroni, per promuovere la cultura del rispetto tra i sessi e rispondere alle frasi maschiliste pronunciate dal premier Berlusconi dopo i recenti e tragici atti di violenza maschile. Centinaia le adesioni in poche ore, e molte le critiche al premier. I molti poi hanno accolto favorevolmente l’approvazione del disegno di legge alla Camera. Riportiamo di seguito alcuni dei commenti più significativi:
Nicola Caputo: “Aderisco convinto perché il quotidiano bollettino di violenze e stupri contro donne italiane e straniere richiede che la politica e la società prendano parola e riconoscano la radice di questa violenza che è di genere. Spezzare il silenzio che copre tutto questo significa adottare gli strumenti legislativi - come il reato di stalking - che i centri antiviolenza sollecitano e tutte le altre misure di prevenzione e sostegno utili alle donne, ma significa più in generale assumere l’inviolabilità del loro corpo come misura della nostra democrazia. Usciamo dal silenzio diciamo basta alla guerra contro le donne, alla violenza che è soprattutto domestica, agita da uomini che nella maggior parte dei casi sono mariti, fidanzati, conviventi, amici. Soprattutto non possiamo permettere che questi ultimi casi di cronaca, in base alla nazionalità del loro autore, vengano utilizzati per agitare l’odio razziale.
fiokko:Ciao mi chiamo Francesca, vi voglio parlare a nome di tutte le persone che come me hanno vissuto sulla propria pelle episodi di violenza. Spesso si sottovaluta il fattore non solo relativo alla prevenzione, ci sono cose che non si possono prevenire, a volte purtroppo l'abusante - come nel mio caso- è un familiare non un estraneo e questo rende ancora più difficile oltre alla paura, oltre alle lesioni oltre a tutto quello che può stare decidere di sporgere una denuncia. Denunciare per me era una cosa enorme un salto nel vuoto voleva dire rinunciare a tutta la mia famiglia oltre che a vivere nella costante paura di subire ritorsioni da parte del reo...infatti come avevo previsto tutti i familiari mi hanno prontamente voltato le spalle, neanche un sms solo silenzio e dolore. I tempi della giustizia per chi vuole provare a credere che la denuncia sia la sola possibilità di poter iniziare a vivere normalmente, o meglio il più normalmente possibile sono lunghissimi e spesso come nel mio caso si rimane esterrefatti di fronte alla pena: 25 anni di incubo questa è stata la mia condanna, e a chi mi ha fatto del male ne sono stati dati 6. Non ho mai cercato vendetta e ho sempre saputo che nessuna condanna mi avrebbe ridato indietro un minuto passato nel dolore. Chiedo spero anzi che cambino le cose, non solo attraverso l'inasprimento delle pene per chi compie abusi, ma prima di tutto se un abuso è reiterato nel tempo, che non cada in prescrizione ciò che è stato fatto fin dal principio. E soprattutto vorrei per il rispetto del dolore che ancora oggi mi porto dentro davvero, fosse impossibile per chi fa certe cose ottenere sconti di pena o essere ammessi al rito abbreviato. E' doloroso e lancinante dover testimoniare in tribunale rivivere, raccontare nei minimi dettagli, ma più doloroso che mai stare in silenzio e sentire da altri la ricostruzione di fatti, essere trattate a volte da certi legali che difendono gli imputati come mostri.
margis: sono concorde che oltre alle misure sulla violenza è importante la campagna culturale nelle scuole per il rispetto della diversità di genere, anche se si dovrebbe fare un corso accelerato soprattutto al nostro presidente del consiglio perchè offende continuamente con le sue "carinerie" da galante ultima: " ci vorrebbe un militare per ogni bella donna" quando si parla di donne tratta sempre con quel tono, come se tutte le donne fossero aspiranti troniste o veline, non è così! siamo ben altro!
ev