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L'europeismo della Lega

Il veneto ai lavoratori veneti. Cota vuole portare l'Europa indietro nel tempo

pubblicato il 2 febbraio 2009 , 889 letture
Lincolnshire: sciopero
Un'ondata di scioperi contro il lavoro assegnato a dipendenti italiani. Sembra un sogno al contrario, di un “classico” del neo realismo del cinema italiano. Ma non è così. È quello che sta accadendo nel Lincolnshire, in Gran Bretagna, a seguito della assegnazione di una commessa nella raffineria Lindsey Oil della multinazionale Total ad Irem un'azienda di Siracusa e il conseguente utilizzo di lavoratori italiani invece che britannici.

Una situazione naturale nella libera circolazione di uomini e di merci realizzata con con la ratifica del Trattato che istituiva l'Unione Europea, paradossale per gli operai inglesi che improvvisamente si sono trovati senza lavoro.

Il vespaio di polemiche dalla Manica sono giunte fino allo Stivale: accanto alle posizioni ufficiali-europeiste dei governi si sono aggiunte voci stonate soprattutto dalla Lega che, a difesa dei lavoratori inglesi e veneti, auspicava il fallimento dell'accordo di Schengen.

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi è stato lapidario: "Posso comprendere la protesta ma non la condivido". Dello stesso parere il primo ministro inglese Gordon Brown che dopo aver definiti “indifendibili” gli scioperi, ha spiegato come il suo governo abbia a cuore le sorti dei lavoratori britannici, che ne capisce e ne comprende le preoccupazioni e farà il possibile per risolvere ogni controversia ma che crede che “uno sciopero possa essere altro che controproducente".

Anche la Commissione europea, tramite un suo portavoce ha chiarito che “il mercato unico rappresenta una ricchezza per tutti i Paesi della Ue. La verità è che l'apertura dei mercati crea vantaggi per l'occupazione: non si creano nuovi posti di lavoro chiudendo i mercati. Bisogna sviluppare al massimo i vantaggi del mercato interno".

Posizione diametralmente diversa è stata invece quella del capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota che ha dato ragione agli operai inglesi: "E' solo questione di tempo e poi accadrà anche in Veneto. Sono gli effetti di una globalizzazione senza regole e selvaggia. Domanda e offerta devono essere regolamentate sul territorio. Serve una moratoria sui flussi e la sospensione degli accordi di Schengen".

Immediata la risposta del PD alle dichiarazioni anacronistiche del leghista. "Improvvida e inaccettabile la richiesta avanzata da Roberto Cota di sospendere le politiche di libera circolazione sancite dal trattato di Schengen. In questo modo il ministro esalta implicitamente gli scioperi e le proteste in corso in Inghilterra contro i lavoratori italiani. Cosa ancora peggiore, promuove un'ideologia aberrante che, portata alle estreme conseguenze, rischia di disgregare completamente il Paese". Lo ha affermato Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. "Una volta sdoganato lo slogan 'l'Italia agli italiani' – ha continua D'Antoni - , non ci vorrà molto a passare al motto "la Padania ai padani", per poi stringere il cerchio alle regioni, alle province, alle città. Il capolinea è forse il sogno dei leghisti: ognuno curi solo l'orto di casa propria e si guardi bene dagli altri. Un'impostazione inammissibile sia sul piano etico che su quello socio-economico".
"Abbiamo giù dimenticato – ha concluso D'Antoni - che l'Italia è terra di emigrazione? Il nostro paese ha esportato per decenni e continua a esportare lavoratori in tutto il mondo. In quali lidi oscuri può portarci una politica isolazionista fondata sulla paura del prossimo?".

Maurizio Chiocchetti, responsabile Italiani all'estero, ha fatto capire come “sia il gruppo di lavoratori italiani presi di mira in Gran Bretagna dai loro colleghi inglesi sia il senzatetto indiano bruciato a Nettuno da un gruppo di ragazzi che dichiarano di aver voluto fare una bravata, sono due accadimenti di queste ore che si tengono nello stesso ragionamento. Non voglio fare la trita retorica di quanto siamo stati sbeffeggiati e aggrediti noi, emigranti italiani, in tutto il mondo. Ma non fa male ribadire che, quando un popolo rimuove la propria storia, e, nel nostro caso, una storia di emigrazione di massa, difficilmente sarà in grado di fornire soluzioni credibili e idonee sul fronte del fenomeno dell’immigrazione. Così come un Paese che non offre modelli di integrazione moderni ed efficaci non è in grado di sorreggere i tantissimi nostri connazionali che vivono fuori dei confini nazionali”.

“Roberto Cota vorrebbe portarci 50 anni indietro. Sarebbe infatti questo il senso di una sospensione dell'accordo di Shengen. Il capogruppo leghista fa un evidente errore confondendo l'Europa con la globalizzazione". È stata l'opinione di Sandro Gozi, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue alla Camera. "La libera circolazione dei lavoratori nell'Ue- ha rilanciato Gozi- è uno dei più grandi risultati ottenuti e gli italiani ne hanno beneficiato e continuano a farlo. È assolutamente fuorviante - ha avvertito il democratico- definire la situazione europea su questo tema selvaggia e non regolata, infatti le norme a cui risponde la circolazione deilavoratori sono molte chiare e rigorose, nell'interesse di tutti". “Nel momento in cui tutti – ha concluso Gozi – concordano nell'affermare che la risposta alla grave crisi economica deve essere europea, come si è visto con chiarezza a Davos, la Lega vorrebbe prendere una strada opposta, isolando e chiudendo l'Italia dal resto d'Europa".

Anche per Enrico Farinone, vicepresidente della Commissione affari europei, "Cota e tutta la Lega devono ricordare che è l'Unione Europea a dire che non esistono differenze tra lavoratori europei. Chiudersi a riccio, anche in tempo di crisi economica, è dimostrato che non serve a nulla. Ma a questo punto mi chiedo: quale è la linea della maggioranza? Quella di Cota o quella di Urso?".
"Semmai chi ricorre al protezionismo rischia di essere contraccambiato con la stessa moneta - ha concluso Farinone -. La politica deve fare uno sforzo per far capire questo ai cittadini anche in vista delle prossime elezioni europee".

A.Dra
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