Una partecipazione convinta dei militari delle Forze Armate, della Guardia di Finanza e delle Capitanerie di Porto eletti nei Consigli della rappresentanza militare ha animato l’iniziativa del PD con la quale si è inteso riportare all’attenzione dell’agenda politica e dell’opinione pubblica il tema dei diritti dei militari. Sono state presentate due importanti proposte di legge (in allegato). La prima relativa alla riforma della rappresentanza militare, la seconda al riordino dei ruoli e delle carriere. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti degli Stati Maggiori, della Difesa e delle Forze Armate.
L’incontro è stato concluso dall'intervento del leader del Pd, Dario Franceschini che non ha risparmiato critiche al luogo comune secondo il quale la sinistra non è vicina ai problemi dei militari. "Se mai - ha continuato il segretario del PD - sarebbe giusto chiedere conto al centro destra delle promesse fatte in campagna elettorale che non solo non sono state mantenute ma sono state contradette dai pesanti tagli apportati con la finanziaria al bilancio delle Difesa". "Il nostro impegno - ha concluso Franceschini - è quello di reintrodurre in ogni campo in Italia la parola serietà, a cominciare dal rigore dei comportamenti. Un esercito professionale, come è il nostro dopo la riforma deve vedere il fattore umano come la risorsa più preziosa a cui vanno garantiti i diritti fondamentali come cittadini e come lavoratori".
La senatrice Roberta Pinotti, in apertura di riunione ha ricordato con dolore l’increscioso episodio che ha costato la vita a una bambina di tredici anni ieri in Afghanistan. Ha ribadito i sentimenti di cordoglio e la vicinanza alla famiglia e al paese che ha perso così tragicamente una giovane vita augurandosi che questo terribile incidente non incrini i positivi rapporti che il nostro contingente è impegnato a costruire giorno per giorno con la popolazione.
Il Presidente dell’Euromil, Emmanuel Jacob, ha portato a nome dell’associazione che riunisce 32 organismi di rappresentanza, sindacale e associativa, dei militari di 28 paesi europei i saluti a tutti i partecipanti all’iniziativa. Si sono alternati nel prendere la parola militari delle varie forze armate e sindacalisti delle forze di polizia.
Secondo il sen. Gianpiero Scanu, il tema dei diritti comporta la necessità di affrontare con decisione una riforma democratica della rappresentanza militare superando le resistenze che si sono manifestate in questi anni per garantire agli organismi elettivi del personale militare il ruolo di parte sociale e un effettivo potere di contrattazione. Mentre agli Stati Maggiori deve essere riservato il ruolo di parte pubblica, cosi da consentire lo svolgimento del procedimento di concertazione con la necessaria autonomia di entrambi i soggetti coinvolti e la sua conclusione con un vero e proprio accordo contrattuale.
Per consentire una significativa valorizzazione della specificità che ciascun Corpo armato o Forza Armata rappresenta nello svolgere i propri compiti di istituto abbiamo individuato quali autorità politiche di riferimento dei COCER:
- il Ministro della difesa, per tutte le questioni di rilievo generale e interforze o inerenti alle singole Forze armate;
- il Ministro dell’economia e delle finanze, per il Corpo della guardia di finanza;
- il Ministro dell’interno per le materie che riguardano gli aspetti funzionali dell’Arma dei carabinieri;
- il Ministro dei trasporti per le questioni di specifico interesse del Corpo delle capitanerie di porto.
Con ciascuno di questi Ministri prevediamo si svolga la concertazione sulle specificità funzionali.
Un COCER può essere più rappresentativo se eletto da una base più ampia ecco perché abbiamo rivisto anche il meccanismo elettorale dei consigli di rappresentanza militare facendo partecipare all’elezione dei COCER soggetti che oggi ne erano esclusi.
I tecnicismi del sistema elettorale possono essere affinati e migliorati, anche con norme di rango secondario. Il principio che invece deve essere fatto salvo rimane quello di una partecipazione più ampia.
Il diritto di informazione e di associazione garantito dalla costituzione deve poter essere esercitato anche dai cittadini militari nel rispetto della legge e non può essere artificiosamente limitato da disposizioni ministeriali ambigue o discriminatorie.
In quest'ottica pensiamo sia utile liberalizzare il diritto di associazione sulla base di principi e regole di comportamento stabilite a priori che siano quindi uguali per tutti. Come si vede siamo di fronte ad una cosa completamente diversa dalla situazione attuale nella quale i militari possono costituire associazioni -a carattere culturale- sulla base di uno statuto che deve essere di volta in volta autorizzato dal ministro della Difesa.
Agli organismi di rappresentanza deve essere data la possibilità di eleggere una figura che comunque svolga la funzione di rappresentare l'organismo a nome di tutti. Nella nostra proposta tale figura è rappresentata dal "segretario generale" che è eletto a maggioranza qualificata dall'Assemblea dei Delegati di ciascun Consiglio senza distinzione di grado e categoria.
Al presidente rimane il compito di garantire il regolare svolgimento delle sedute.
Deve inoltre essere garantita la presenza delle donne negli organismi intermedi e soprattutto a livello centrale.
A tutti i delegati deve essere consentito ad ogni livello un rapporto di consultazione e di informazione con le organizzazioni sindacali operanti sul territorio.
Il passaggio alle Regioni di competenze su molte materie quali l’edilizia convenzionata e sovvenzionata, la sicurezza sul lavoro, la formazione, la sanità, tolgono significato ad una concertazione che esaurisce le sue capacità soltanto nel rapporto con il Governo.
Ecco perché sulle materie della competenza delle regioni prevediamo tavoli di concertazione con organismi di rappresentanza interforze in grado di raggiungere accordi con le regioni e gli enti locali presenti sul territorio.
L’on. Villecco Calipari ha illustrato la proposta di legge sul riordino delle carriere mettendone in risalto gli aspetti più significativi. L’on. Villecco ha indicato gli obiettivi che la proposta intende raggiungere:
- con alcune norme, di carattere transitorio, vogliamo rimediare a scompensi che si sono creati attraverso legislativi settoriali o mal programmati che hanno penalizzato soprattutto il personale delle carriere iniziali e intermedie;
- con altre norme di carattere permanente, vogliamo costruire un profilo di carriera aperto che consenta il transito da un ruolo ad un altro per meriti e per competenze maturate on l’anzianità;
valorizzare la specificità delle funzioni svolte dai vari corpi attraverso un procedimento di concertazione e contrattazione da svolgere con il Ministro da cui funzionalmente quel personale dipende; - garantire una carriera economica, tenendo conto delle esperienza e delle competenze acquisite con il passare degli di servizio perché in un comparto così complesso dal punto di vista funzionale alcuni riconoscimenti stipendiali non possono essere appannaggio di una sola categoria;
- la contrattualizzazione della dirigenza.