Finisce la tregua e torna il Polemista. Berlusconi, direttamente dal lettone grande di Putin e fresco di doccia, attacca il Pd che rovista nella spazzatura e discredita il governo con una campagna “patetica”. Forse però non si è accorto che a fare un tuffo nella spazzatura, quella nascosta sotto il tappeto a Napoli, è stato proprio lui e ora tocca inventarsi qualcosa di nuovo per pulire l'onta e l'unto.
Silenzio. Dopo le dichiarazioni contro la stampa mondiale che è soggiogata dal Pd, la prima risposta del premier è stata quella di affidarsi all'avvocato personale Niccolò Ghedini molto probabilmente, prossimo capogruppo degli alfieri berlusconiani al Senato – l'esempio è quello di Elio Vito, prima disturbatore in Tv e poi capogruppo –. Ma l'avvocato aveva già finito i tecnicismi difensivi come quello dell'utilizzatore finale e ha consigliato il silenzio. È dunque toccata all'ex ministro delle scomunicazioni Gasparri, la difesa “rabbiosa” con la citazione della questione morale e il caso Bianchini che ha sporcato la fedina penale del Partito democratico.
Ma i colpi arrivavano a salve perché la voce di Berlusconi è inconfondibile così come l'invito alla D'Addario di andare nel lettone dove la raggiungerà a breve.
Vabbè scherzavo, sono solo invenzioni della Sinistra con cui Silvio non non vuole avere più nulla a che fare. Le intercettazioni rimandate a settembre verranno aggiornate in tempi brevi: dopo il lodo Alfano ora si stabilirà che non potranno essere intercettati tutti coloro il cui nome inizia per S e il cognome inizia per B. A gioire anche Stefano Bartezzaghi che potrà urlare tutte le soluzioni alle sue parole crociate senza paura di essere scoperto. “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. George Orwell - La fattoria degli animali, 1945.
Ma se l'Espresso è riuscito ad avere le registrazioni audio chiuse negli archivi della procura di Bari allora potrebbe arrivare a pubblicare anche qualche foto che la D'Addario ha scattato a Palazzo Grazioli? A questo punto sarà davvero una questione di buon gusto quella di vedere il premier in “desabillé” dopo l'esperienza di Topolanek, ex primo ministro ceco, a Villa Certosa.
Ciò che certo è che data la difficoltà nel trovare una scappatoia che tolga dall'impiccio Berlusconi e tutto il suo governo, la maggioranza opterà per declinare l'invito del presidente Napolitano di trovare un accordo ampio e regole condivise su un nuovo testo per la legge sulle intercettazioni. Molto più facile sparare contro il Pd che risolvere le beghe sessuali del premier e ungere di consenso la Lega che incomincia ad innervosirsi contro le tendenze meridionali di Miccichè e del suo Partito del Sud.
Intanto Ikea, Mondo Convenienza e una cordata di produttori di mobili si contendono le foto di Berlusconi per il prossimo catalogo 2010: una pagina speciale per i lettoni comodi.
Il Polemista
***
Per Paolo Gentiloni, responsabile dell'area Comunicazione del Pd, “le registrazioni dell’Espresso ristabiliscono il confine tra realtà dei fatti e pietose bugie tese a nasconderla. La realtà desolante che emerge dai nastri è che la escort non era affatto una estranea sconosciuta e che i compensi alle partecipanti alle feste del premier erano una consuetudine. Invece di attaccare la stampa che fa il suo mestiere, a palazzo Grazioli dovrebbero decidere finalmente di fare chiarezza di fronte al Paese”.
Dello stesso parere anche Federica Mogherini, deputato Pd. “La pubblicazione dei contenuti delle registrazioni fatte dalla signora D’Addario hanno certificato gli imbarazzanti comportamenti del presidente del Consiglio. E per fortuna che per gli avvocati d’ufficio del Premier si trattava solo di bugie, di una campagna diffamatoria. Sarebbe ora che il Presidente del consiglio rispondesse con sincerità alle domande che l’opinione pubblica si pone circa i suoi comportamenti così come emergono dai documenti rilevati dall’inchiest dell’Espresso.