Articolo

Giappone, trionfano i democratici

Prima vittoria in 54 anni: i punti del programma, i commenti di Franceschini, Prodi, Fassino e Bersani.

pubblicato il 31 agosto 2009 , 1384 letture
hatoyama
Per la prima volta il Partito Democratico giapponese vince le elezioni e manda all’opposizione i conservatori del partito Liberaldemocratico.
Guidati da Yukio Hatoyama, leader della formazione di centrosinistra, hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi triplicandoli da 115 a 308.
Un risultato commentato subito con entusiasmo da Romano Prodi ( il pd nipponico ha spesso sottolineato le somiglianze con l’Ulivo italiano) perché “con lui c’e’ una lunga amicizia”. L’ex presidente del Consiglio ha più volte incontrato i leader democratici che si sono ispirati all’Ulivo per creare una forza democratica alternativa ai conservatori, ha riferito di aver telefonato al futuro premier Yukio Hatoyama. “Hatoyama mi ha ricordato che una volta gli dissi ‘non basta vincere, poi bisogna governare’. E’ certo che avranno una solida maggioranza rispetto a quella che ebbi io. Mi fa estremamente piacere”. Prodi ha poi sottolineato che il futuro premier giapponese ha ottimi rapporti con Obama e dunque la svolta giapponese si inserisce nel solco della svolta americana.

Intanto il premier uscente Taro Aso si dimette. Spiega il vincitore: “Oggi la gente ce l’ha con la politica e con la coalizione di governo in particolare. Abbiano percepito fra i cittadini un grande diffuso desiderio di cambiare la propria vita. Abbiamo lottato in questa battaglia elettorale per dare loro un cambiamento di leadership”.

Lo slogan? Più soldi alle famiglie per rimettere in moto l'economia. E il programma dei democratici vuol mettere mano alla spesa pubblica, limitando gli sprechi e investendo risorse sul sostegno ai consumatori, alle famiglie, con aiuti per i figli piccoli e l'esenzione dei ticket sanitari per gli ultra 75enni, e alle piccole e medie imprese. Importante anche la volontà di arginare il precariato, oltre un terzo dei lavoratori, erano un quinto nel 1990. » era lo slogan continuamente ripetuto.

Il segretario del PD, Dario Franceschini, ha inviato un messaggio di congratulazioni al leader del DJP mentre l’analisi di Piero Fassino, responsabile del Dipartimento Esteri del PD, vede aprirsi “un’epoca nuova nella vita politica del Giappone. Dopo le vittorie di Barak Obama e di Sonia Gandhi, un altro segnale forte di cambiamento : gli elettori tornano a votare per chi propone loro coesione sociale, dignità del lavoro, tutela dei diritti e maggiori opportunità di vita. Sono gli assi portanti di una politica riformista che , anche in Italia, può consentire al Partito Democratico di riconquistare consensi e fiducia dei cittadini.”

“Dopo l’India e gli Stati Uniti anche il Giappone compie una svolta politica affidando le responsabilità di governo alle forze democratiche e progressiste. Anche l’Europa deve trovare un percorso di rinnovamento delle politiche. L’insegnamento che ci viene da quel che è successo in altri continenti è che la riscossa dei riformisti può avvenire solo a partire dai grandi temi economici e sociali, abbandonando conservatorismi e subalternità a ricette
altrui”. Così Pier Luigi Bersani candidato alla segreteria nazionale del Pd commenta il risultato delle elezioni politiche in Giappone.

Ma.Lau.
servizi
 
Non ci sono commenti, vuoi essere il primo?

invia un commento

Per lasciare un commento è necessario effettuare l'accesso.
Effettua ora il login oppure registrati.

Mi piace

dillo ai tuoi amici

Inserisci le email separate da una virgola  
il tuo nome  
la tua email  
un breve messaggio  
 
L'utente, nel premere il pulsante "invia", dichiara di aver letto e approvato l'informativa sul trattamento dei dati.