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Meno tre alle primarie: la giornata dei candidati

Franceschini sceglie Touadì come vicesegretario. Bersani propone un PD concreto che parli al futuro del Paese. Marino punta al recupero dell'elettorato deluso.

pubblicato il 22 ottobre 2009 , 887 letture
Bersani, Marino e Franceschini
Bersani, Franceschini e Marino, sempre più vicini alla meta del 25 ottobre, sempre più decisi a vincere, ma soprattutto a convincere . Il confronto fra i candidati alla segreteria entra nella fase finale, ma non per questo si fa avido di sorprese.

È il segretario in carica Dario Franceschini a stupire l’elettorato con una conferenza stampa indetta ad hoc per annunciare il suo eventuale vicesegretario. La scelta cade sul deputato Pd Jean-Leonard Touadì “perchè è intelligente, è preparato, ha esperienza e perchè è nero, lo dico senza ipocrisia, penso che ci sia bisogno di sfidare la destra e svegliare la coscienza civile del Paese. Perchè è intelligente, è preparato, ha esperienza e perchè è nero, lo dico senza ipocrisia, penso che ci sia bisogno di sfidare la destra e svegliare la coscienza civile del Paese. So che questo è un tema insidioso per il consenso ma noi siamo già una società multietnica, lo siamo già nelle scuole e dobbiamo rompere il legame ingiusto e offensivo tra criminalità e immigrazione, questa battaglia culturale è la sfida più importante di questo secolo, la nostra società è piena di nuovi italiani perciò ho scelto Leonard e lo ringrazio di aver accettato".

Il potenziale numero due ha spiegato: “Quando Veltroni mi chiamò a fare l'assessore a Romami sentì privilegiato perchè avevo l'opportunità di restituire qualcosa alla città che mi aveva accolto, con lo stesso spirito accetto questa proposta impegnativa e coraggiosa di Franceschini. Voglio servire il Pd in un momento così delicato per la democrazia e per il futuro del paese. Ho sempre sfuggito come la peste di entrare nel gioco del folklore sugli immigrati, ma non sfugge a nessuno che non sono nato a Trastevere però sono in Italia da tanti anni e rappresento qualcosa di nuovo. Ho fiducia che l'Italia vincerà questa sfida di apertura all'altro". Ma non finisce qui. Sul Twitter di Franceschini si legge: “Lo statuto prevede due vice segretari. Il secondo sarà donna e lo sceglieranno con me le donne del PD”.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Pier Luigi Bersani boccia l’idea del ticket e spiega: “Apprezzo Touadi, però penso che bisognerebbe organizzare il partito in un altro modo, non affidandosi al ticket”. In mattinata Bersani aveva rilasciato un’intervista a 'TreSeiZero', nuovo webmagazine dell'Associazione 360 di Enrico Letta. "In questi giorni assistiamo – si legge - a una deviazione allarmante dalle regole e dall'etica pubblica, mentre sui problemi reali della gente c'è il mutismo. Sappiamo che questa destra non parla più al futuro del Paese. Ora sta a noi costruire l'alternativa a Berlusconi e alla cultura politica che lo sostiene. È una responsabilità enorme. Il Partito democratico deve farsi motore di una grande alleanza con tutte le forze dell'opposizione parlamentare. È un percorso da far partire sulla base di proposte concrete, solide, di grande respiro".

Ignazio Marino invece si è espresso a tutto tondo durante il forum dell’Unità questa mattina. Chiare sono state le frecciate agli altri due concorrenti: “Bersani e Franceschini dovrebbero dire con chiarezza che loro voti con il sospetto che non nascano dal dibattito democratico li rifiutano. Io non ho questo problema perché voti che arrivano da capicorrente o capibastone non ne ho, ma non ne vorrei, voglio solo voti che vengono dalla riflessioni sull'idea di paese che ciascuno di noi presenta.”. Poi aggiunge: “I giornali parlano di accordi tra Franceschini e Bersani su chi dovrà fare il capogruppo alla Camera, che si elegge a scrutinio segreto. Spero che smentiscano: se fanno questo la gente non tollererà. Non vogliono più sentire parlare di accordicchi e di questioni che infervorano le persone del secolo passato ovvero come ci dividiamo le poltrone”. Condanna le correnti e parla delle alleanze: “Bene l’Udc e bene anche l’Idv, ma prima riprendiamoci i quattro milioni di voti persi”. Conclude su Berlusconi: “C'è un grandissimo problema, il conflitto di interessi e sono più credibile io quando dico che voglio risolverlo che chi alla fine degli anni Novanta aveva responsabilità nelle forze di maggioranza. Non penso che la sentenza della corte fosse motivo sufficiente per dimettersi ma ho pensato che doveva dimettersi dopo aver sentito i suoi insulti al presidente della Repubblica che secondo lui doveva fare pressioni sulla Corte costituzionale”.


Iv.Gia
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