Posizione PD
Beni confiscati alla mafia: no alla vendita
pubblicato il
27 novembre 2009
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La legge finanziaria in esame alla Camera prevede che i beni confiscati alla mafia possano essere venduti, impedendone così la restituzione alla collettività. Di fatto viene abolito l’uso sociale dei beni confiscati, ora previsto dalla legge Rognoni-La Torre. Attraverso il riuso sociale oggi i beni vengono gestiti dalle associazioni di volontariato che operano nei settori del disagio sociale, dalle cooperative sociali che creano posti di lavoro recuperando soggetti a rischio, dalle organizzazioni che offrono servizi di promozione e crescita civile e culturale alla comunità. Molti altri beni, inoltre, vengono utilizzati dallo Stato come caserme, scuole, uffici pubblici, producendo un notevole risparmio di risorse.
Il gruppo PD ha presentato un emendamento soppressivo di tale norma che rischia, se introdotta definitivamente, di restituire i beni confiscati alle organizzazioni criminali, già pronte a riacquistarli dallo Stato. La mafia potrebbe riprendere con la minaccia o con i prestanome il possesso o la proprietà del bene confiscato. Deve essere chiaro che nella lotta alle mafie l’aggressione dei patrimoni ed il loro utilizzo produttivo e sociale va valutata come uno dei risultati più significativi ed innovativi che il nostro sistema è riuscito a realizzare. Chiediamo all’intera maggioranza di votare questo emendamento come atto concreto contro la mafia: i beni che rischiano di essere svenduti all'asta possano diventare una ricchezza per tutto il territorio e un vero simbolo della vittoria possibile contro tutte le mafie. Ci sono beni che non si riesce ad assegnare: su 8983 beni immobili confiscati dal 1982, 3213 sono ancora quelli da destinare, si capisca il perchè, si risolva il problema, ma non si riapra la porta alla mafia.