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Il treno della vergogna

Scrittore denuncia come sull'Eurostar disabile senza braccia è stato fatto scendere perché non ha acquistato il biglietto prima di salire. Meta e Realacci presentano interrogazioni urgente per la violazione dei diritti costituzionali e chiedono le scuse di Matteoli e Maroni. Le FS smentiscono parzialmente l'accaduto

pubblicato il 30 dicembre 2009 , 1054 letture
treno
Un controllore passa a chiedere i biglietti sull’Eurostar Roma-Bari. Il passeggero non è munito del documento di viaggio, ma ha con sé i soldi per procedere con l'acquisto. Non è riuscito a comprarlo prima a causa del suo handicap; non ha le braccia, e non è riuscito ad avere assistenza in stazione.
La sua spiegazione, però, non è sufficiente. Non può continuare il viaggio e viene fatto scendere dal treno dagli agenti della Polizia Ferroviaria e dai controllori di Trenitalia. Tra il silenzio della maggior parte dei passeggeri. E’ lo sconvolgente racconto di Shyulim Vogelmann, scrittore israeliano nato in Italia a Firenze, che viaggiava sullo stesso vagone e che ha raccontato questa storia sulle pagine di Repubblica.

Michele Meta, capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti alla Camera, ha presentato un’ interrogazione urgente per la violazione del diritto costituzionale alla mobilità per il disabile e ha preteso le scuse al giovane da parte di Matteoli, Maroni e delle Ferrovie. Gli unici a chiedere scusa finora sono stati i vertici FS, la cui indagine interna ha in parte smentito la dinamica dei fatti.
Giuseppe Fioroni, coordinatore del Forum Welfare PD, ha scritto per www.partitodemocratico.it una riflessione sui rischi dell'egoismo nel nostro paese, soprattutto in politica, che vi invitiamo a leggere.

Meta parla di una vicenda raccapricciante e disumana e chiede le scuse immediate dei Ministri Matteoli e Maroni e dei vertici delle Ferrovie per la gravissima ed ingiustificata lesione del diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini, ed in particolar modo di un disabile senza accompagnamento".
"Il nostro Paese, purtroppo, assiste a ripetute e gravissime lesioni dei più elementari diritti di cittadinanza. In questo caso è stato colpito nell'indifferenza generale un giovane disabile. Ai rappresentanti del Governo ed ai vertici delle Ferrovie chiediamo di accertare quanto prima le responsabilità e - conclude Meta - di prendere provvedimenti esemplari nei confronti dei protagonisti di questa triste vicenda".

Dalle FS le scuse e alcune smentite. “Quanto descritto nell'articolo di Shulim Vogelmann pubblicato oggi dal quotidiano "La Repubblica" - si legge in una nota delle Fs - merita tutta l'attenzione del Gruppo Ferrovie dello Stato. Sullo specifico episodio sarà svolta una puntuale ricostruzione per chiarire nei particolari quanto è accaduto. Alla persona diversamente abile coinvolta nell'episodio vanno tutte le nostre scuse per ogni eventuale umiliazione o disagio vissuto. Cogliamo l'occasione per rivolgere a tutti i lavoratori delle Ferrovie dello Stato un caldo invito perché siano scrupolosi e rispettosi verso tutti i clienti e in particolare verso le persone diversamente abili".
Sulla base dei primi rilievi della propria indagine interna, le Fs hanno in serata affermato: "Il viaggiatore non è mai stato fatto scendere dal treno, il biglietto gli è stato acquistato a Foggia dal personale di bordo. Il Gruppo Fs è da sempre attento e sensibile ai diritti dei diversamente abili".

La relazione della Polizia di Stato riferisce che "il personale agendo con tatto e umanità ha convenuto di adoperarsi in prima persona per regolarizzare il viaggiatore stesso per il medesimo treno". La relazione della Polizia si chiude precisando che "il disabile ha proseguito il suo viaggio a bordo dello stesso treno, in quanto la soluzione trovata dal personale di Trenitalia ha garantito, con indubbio buon senso, sia il diritto di assistenza e quello di mobilità del disabile, che la doverosa applicazione dei regolamenti ferroviari". Fs dichiara anche che proseguirà nell'approfondimento dei fatti fino al chiarimento definitivo della vicenda.

Il deputato Ermete Realacci parla di un fatto triste e grave che suscita rabbia e indignazione. Alla
ripresa dei lavori parlamentari presenterà anche lui un' interrogazione “ai Ministri Matteoli e Carfagna per verificare se il comportamento dei funzionari delle ferrovie coinvolti nella vicenda sia corretto e se non esistano gli estremi per rendere meno rigida la procedura in casi così drammatici come quello denunciato."
"C'e' da chiedersi", aggiunge Realacci, "se tutto lo zelo e la fermezza dimostrati dai funzionari delle ferrovie in questa vicenda sarebbero stati gli stessi se al posto di un povero disabile ci fosse stata una banda di
ultra' in trasferta calcistica." La risposta è facile immaginarla. Ma preoccupa anche il silenzio dei passeggeri come fa notare la senatrice Maria Pia Garavaglia: “Mi domando se i presenti non potessero ovviare immediatamente alla situazione con una sorta di colletta che consentisse il pagamento del surplus previsto per fare il biglietto in treno. Sarebbe stata la risposta più efficace ”.
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