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Regime alimentare...e leghista
Vicenza, nella mensa di una scuola elementare mentre tutti mangiano 9 bambini stanno a guardare: i genitori non sono in regola con i pagamenti. Così la Lega fa la forte con i deboli! Letta: "Quando i diritti sono calpestati così non c'è disponibilità al confronto che tenga"
pubblicato il
27 marzo 2010
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Mezzogiorno, nelle scuole suona la campanella, i bimbi si siedono a tavola per consumare il pranzo. I piatti sono già tutti fatti, oggi pasta. Ma non per tutti. In una scuola di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, per 9 bambini nel piatto non la pasta non c’era, solo un panino. Non per qualche intolleranza o necessità dietetica. Ma perché a Montecchio Maggiore è scattata la tolleranza zero contro gli evasori… della mensa scolastica. I genitori dei 9 bambini non erano in regola coi conti della retta della mensa, così l’amministrazione comunale ha deciso che per quei bambini il pranzo sarebbe stato a base di pane e acqua. Come il rancio dei carcerati nei cartoni animati.
L’amministrazione guidata dalla Lega Nord, fa la forte coi deboli, decidendo di agire ignorando le più banali regole del buon senso, punendo i bambini col digiuno e con l’umiliazione di fronte alla propria classe. Nessun decreto interpretativo per i genitori morosi. Ma subito il pugno di ferro. A discapito di bambini di 6 anni.
In barba anche alla Convenzione sui diritti dell’infanzia, approvata pochi mesi fa dall’assemblea generale delle Nazioni Unite, che prevede che “i bambini hanno sempre diritto ad un aiuto e ad un’assistenza particolari.”. Il Partito Dell’Amore, solo a parole.
Per fortuna le maestre e la direttrice hanno deciso di approfittare anche dell’ora del pranzo per insegnare, educando ai bambini il valore dell’aiutare chi è in difficoltà. Così la pasta è stata ridivisa nei piatti di tutti, così come il resto del pranzo.
Tutto questo mentre i presidi si vedono sempre più spesso costretti a dover aumentare il contributo volontario da chiedere alle famiglie, perché grazie ai tagli operati dalla riforma Gelmini-Tremonti, i soldi non bastano più neanche per garantire i servizi minimi.
Affidare il governo dei territori a chi opera con la mentalità di quest’amministrazione vuol dire colpire un sistema di valori, norme e principi che servono a raccogliere e plasmare l’intera vita sociale.
Per questo il vicesegretario del PD, Enrico Letta, è stato durissimo: "Tra i fuochi d'artificio di una campagna elettorale mai così di bassa lega, vicende agghiaccianti come quella dei bambini della scuola in provincia di Vicenza lasciati a pane e acqua rischiano di passare sotto silenzio. Un'alzata di spalle e così sia. Archiviata nella cartella delle tante provocazioni leghiste, quasi come una nota di colore dal "profondo Nord". Invece no, stavolta non può andare così. Ci sono cose che semplicemente non si possono fare. Esiste un limite alla pazienza, alla volontà di confronto, alla responsabilità istituzionale dell'opposizione di trovare lo spazio per un dialogo con la maggioranza. Quando i diritti vengono calpestati in questo modo non c'è disponibilità al confronto che tenga. Otto bambini - immigrati e italiani: ma cosa importa? Sono bambini! - sono stati ridotti a pane e acqua semplicemente perché poveri. Gli altri compagni possono mangiare, loro in un angolo perché i genitori non hanno versato la retta. Non è una questione di categorie politiche. Non conta essere di destra o di sinistra. Contano il buon senso, la solidarietà, il rispetto della dignità umana. In questo caso un limite invalicabile è stato sorpassato. Da cattolico credo che anzitutto sulla dignità umana si "misurino" gli uomini di "buona volontà". Chi accetta o incoraggia fatti del genere come può permettersi di fare dell'amore universale il proprio slogan? Sono sicuro che nella maggioranza di uomini di buona volontà ce ne sono molti. A loro facciamo appello affinché, smaltite le scorie di questa campagna elettorale, parole e azioni tornino gradualmente nell'alveo del rispetto umano e del decoro".
Francesca Minonne