Gli emendamenti PD presentati alla Camera e al Senato mirano ad atenei più autonomi e finanziamenti adeguati, collegati alla severa valutazione delle attività didattiche e di ricerca. Porte aperte a una
generazione di ricercatori e di studenti che rischiano di dover abbandonare la ricerca e, spesso, il Paese. Obiettivo: portare l’Italia sui livelli degli Stati europei più avanzati per numero di laureati e di ricercatori.
Come?
Ripristinando un livello di finanziamenti pubblici che nei prossimi 10 anni ci riporti quantomeno vicino alla media dei paesi europei. L’università deve costituire lo strumento principale della mobilità sociale: un fattore di
equità e di giustizia, oltre che di efficienza e competitività del Paese.
Le nostre proposte mirano a semplificare le norme, a rendere la legge immediatamente applicabile, a dare maggiore libertà di organizzazione, e quindi una forte responsabilizzazione, agli atenei, a disegnare un sistema
di governo con una chiara ripartizione dei ruoli di indirizzo e gestione tra gli organi accademici. Il Forum approfondirà nelle prossime settimane i temi dei meccanismi di finanziamento e valutazione della ricerca, della forma di contratto per i ricercatori, del diritto allo studio e del finanziamento degli atenei. L’intento è quello di partecipare all'iter del ddl da protagonisti, incalzando il governo e la maggioranza sul merito dei
provvedimenti, al di là delle promesse e degli spot di facile presa elettorale.