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Quella contro la violenza di genere “è una battaglia che non sarà vinta finché avremo anche una sola donna vittima, ma che possiamo vincere”.

“Appena ieri, in conferenza Stato Regioni, è stato approvato un nuovo decreto che dà nuove risorse ai centri antiviolenza: 31 milioni di euro nel prossimo biennio,”. Così Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega alle pari opportunità, alla firma di alcuni protocolli con Istat, Polizia, Carabinieri, Poste e Ferrovie dello Stato per contrastare il fenomeno della violenza di genere. “I dati sul femminicidio sono in leggero calo nel nostro Paese, ma fino a quando ci sarà una sola vittima il nostro lavoro non può dirsi concluso”, spiega il ministro, proprio oggi in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne voluta nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

 

Per questo motivo ora partirà una campagna di comunicazione che verrà trasmessa in TV, ma un aiuto determinante arriverà anche da “Poste e Fs, perché spesso le donne- sottolinea il ministro- riescono a venire a conoscenza dell’esistenza del numero 1522 solo attraverso la pubblicita’”. Il piano, secondo Boschi, deve seguire il “modello delle 4 P: prevenzione, perseguimento dei reati, protezione delle vittime e politiche integrate. Prima, già il solo parlare di questo fenomeno, era considerato un tabù. Per molti anni il fenomeno è stato avvolto nel silenzio, poi si è voluta introdurre questa giornata della consapevolezza per contrastare un fenomeno che non ha confini geografici, d’età o classe sociale. Anche l’Accademia della Crusca- termina il ministro- ci ha dato la propria disponibilità affinché ci aiuti per la predisposizione di atti pubblici declinati al femminile”.