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Via libera definitivo alla legge sull’equilibrio di genere nei Consigli regionali. L’aula della Camera ha approvato il testo, che aveva già ricevuto il via libera del Senato, senza modifiche. I voti favorevoli sono stati 334, i contrari 91.
La proposta approvata oggi sancisce che qualora la legge elettorale regionale preveda l’espressione di preferenze, in ciascuna lista i candidati dovranno essere presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60% del totale e “sia consentita l’espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima”. Nel caso, invece, in alcune Regioni siano “previste liste senza espressione di preferenze”, la legge elettorale dispone l’alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60%del totale. Stessa cosa nei casi in cui sono previsti collegi uninominali, la legge elettorale dovrà disporre l’equilibrio tra uomini e donne in modo tale che i candidati di un sesso non superino il 60%.

“Finalmente una bella giornata per le donne e per la democrazia del nostro Paese”, commenta Stefania Covello, della segreteria nazionale del Pd.

 

“Stamane abbiamo approvato alla Camera la legge di iniziativa parlamentare che definisce i principi fondamentali per garantire la presenza delle donne nei consigli regionali. Le singole Regioni – spiega Covello -, all’interno del proprio sistema elettorale, dovranno adottare specifiche misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive. Nella scorsa legislatura, con la legge n. 215 del 2012, è stato garantito il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali. In questa legislatura sono state introdotte misure per garantire la rappresentanza di genere nel Parlamento nazionale e nel sistema di elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo. Oggi, finalmente la norma per garantire l’elezione delle donne nei consigli regionali. Dalla prossima legislatura il 40% degli eletti dovrà essere donna. Finora, l’elezione delle donne nelle singole regioni è stata davvero scarsa. Basti pensare che in Basilicata nessuna donna è stata eletta consigliere regionale, mentre in Calabria solo una. Va meglio solo nelle regioni che adottano la doppia preferenza di genere. Con l’approvazione della presente proposta di legge, si superano sistemi elettorali chiusi, antistorici e capaci solo di produrre grande disparità. Un fatto culturalmente inaccettabile per un Paese moderno ed europeo come l’Italia. E’ un atto politico molto importante che responsabilizza partiti politici ed istituzioni territoriali. E’ un ulteriore tassello per una politica che superi la logica delle quote per una effettiva cultura della parità. Così come ha già fatto Matteo Renzi che ha garantito la parità di genere nel governo e negli organismi nazionali del Partito Democratico”, conclude Covello.

 

“Il voto di oggi alla Camera sulla legge quadro che impone l’equilibrio di genere anche nei consigli regionali sancisce in modo definitivo un passaggio importante verso la parità delle donne anche nelle istituzioni regionali”. Lo afferma la senatrice Pina Maturani, vicepresidente del gruppo Pd, prima firmataria della stessa legge approvata in Senato nel settembre dello scorso anno. “L’orgoglio e la soddisfazione per l’approvazione di questo disegno di legge – sottolinea Maturani – è pari alla convinzione di aver contributo a colmare lo iato oggi esistente tra il peso politico delle donne e la loro proiezione pubblica, che se in parte superato nelle Aule parlamentari, nei consigli comunali, nei board aziendali, nelle ultime consultazioni europee è ancora ben lungi dall’essere colmato nei consigli regionali”.

 

“Le donne – sottolinea Maturani – non sono un soggetto debole e sopratutto non devono più dimostrare nulla nell’agone politico, tutt’altro, lo testimoniano la nostra quotidiana affermazione di talento, sapere e competenze; l’autorevolezza con cui ricopriamo incarichi di responsabilità politica in Italia, come anche in teatri internazionali, in misura sempre più crescente. Il punto è che a questa forza non è corrisposta, per lunghi decenni, un’adeguata proiezione pubblica”. “Il voto di oggi è senz’altro un passaggio importante per la assicurare una rappresentanza di genere equilibrata nei consigli regionali, anche e soprattutto alla luce del nuovo Senato delineato dalla riforma costituzionale. Oggi – conclude la senatrice del Pd – compiamo un passo fondamentale per un riequilibrio complessivo di genere nelle istituzioni che non potevamo più procrastinare”.