Freccia in crescita sfonda un muro consumi
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“Per mesi ci hanno detto che il JobsAct era una prevaricazione, una violenza, un’imposizione. Oggi scopriamo che nel 2015 grazie al JobsAct ci sono stati 764.000 contratti a tempo indeterminato in più (fonte INPS). Avanti tutta, con coraggio e determinazione”. Questo il commento del premier Matteo Renzi sul suo profilo Facebook, a proposito dei dati sull’occupazione diffusi dall’Istat.

E’ merito del Jobs act se l’Inps certifica un “balzo netto in avanti del lavoro stabile”, secondo Filippo Taddei. Il responsabile Economia del Partito Democratico evidenzia come “i dati INPS sulle assunzioni nel settore privato” confermino “che il 2015 si chiude con la prova definitiva di un balzo in avanti nel numero di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, che raggiunge un aumento netto superiore agli 800mila rapporti di lavoro. Nel 2014 erano calati di 52mila unità mentre nel 2015 hanno superato le cessazioni di ben 764mila rapporti di lavoro”.

 

“Il dato forse più interessante consiste nell’analisi dei flussi sulla composizione del lavoro: se nel 2013 e 2014 meno di 1 rapporto di lavoro su 3, che venivano variati (per assunzioni o trasformazioni) era a tempo indeterminato, nel 2015 siamo balzati a più di 2 su 5”, sottolinea Taddei.

 

“La centralità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato progredisce nel mercato del lavoro. Rendere prevalente l’assunzione a tempo indeterminato è al centro del Jobs Act e della politica economica del Governo. La sfida continua ma oggi possiamo guardare con più serenità al futuro.
La spinta degli investimenti nel 2016 e la riforma della contrattazione daranno un’ulteriore stimolo a questa trasformazione epocale del nostro mercato del lavoro per salutare definitivamente il suo dualismo”, conclude Taddei.

 

“Nel 2015 si sono registrate oltre 2,4 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di 1.684.911 cessazioni (+764.000 posti stabili nell’anno).

L’anno precedente si era chiuso con un saldo negativo di -52.137 posti di lavoro. I dati sono dell’Inps. Sicuramente il Jobs Act non è perfetto, ma i numeri sono oggettivi e dimostrano un cambio di passo che non si era mai visto prima.

 

C’è ancora molto da fare, ma se più persone hanno un posto di lavoro è un fatto positivo per tutti. Questo ci stimola a continuare a lavorare con grande determinazione.

 

Credo che ormai nessuno possa avere dubbi sull’efficacia del Jobs Act. Oltre 764 mila assunzioni stabili in più nel 2015 sono il segno della buona occupazione e del contrasto al precariato”. Così la vice capogruppo del PD alla Camera, Silvia Fregolent.

 

I senatori del Pd commentano su Twitter i dati Inps sul lavoro.

Per Roberto Cociancich “il Jobs Act funziona: +764.129 contratti a tempo indeterminato nel 2015. Italia col segno più”. Magda Zanoni: “Più di un milione di lavoratori assunti nel 2015 con sgravi fiscali grazie a Jobs Act”. Stefano Vaccari aggiunge: “Quindi, ancora contro il Jobs Act?”. Per Camilla Fabbri i dati Inps dimostrano che “le riforme del Governo Renzi rilanciano occupazione stabile”. Andrea Marcucci. “Nel 2015 più 764.129 mila assunzioni a tempo indeterminato. #JobsAct sveglia mercato del lavoro. #inps #italiacolsegnopiù”.