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“Prendiamo atto con rispetto e grande soddisfazione del pronunciamento della Corte Costituzionale sui quesiti referendari. Ciò consente di proseguire, senza cesure, il percorso di riforma del mercato del lavoro, per migliorarne le condizioni nei confronti dei lavoratori rendendolo, nel contempo, più efficiente”. Lo afferma Lorenzo Guerini, vicesegretario del Partito Democratico.

 
“Dopo la decisione della Corte Costituzionale, che ha ritenuto inammissibile il referendum sulla disciplina dei licenziamenti introdotta dal Jobs Act, continuiamo a dedicare la massima attenzione al futuro del mercato del lavoro. Il Jobs Act ha introdotto un nuovo sistema di tutele del lavoratore, un sistema più efficace contro le fragilità e debolezze dimenticate della carriera lavorativa (l’entrata nel mercato del lavoro, la disoccupazione e la ricerca di lavoro).
Il nostro dovere è quello di far funzionare ancora meglio un sistema di tutela che segue il lavoratore in tutte le fasi della vita lavorativa invece che concentrarsi sulla semplice tutela del posto di lavoro. Questo era e rimane l’impegno primario del Partito Democratico. Inoltre la decisione di ammettere il quesito relativo all’abolizione dei buoni lavoro (voucher) non cambia gli intendimenti del Partito Democratico.
La revisione di questo strumento si era già attivata con l’introduzione, da parte del Governo Renzi, della tracciabilità. Da Ottobre scorso, i committenti sono obbligati a comunicare preventivamente non solo nomi luoghi e giorno della mansione ma anche in che orari queste si svolgevano. L’introduzione della tracciabilità produrrà una grande quantità di dati dettagliati sul fenomeno del lavoro accessorio. Questi dati saranno estremamente utili per asssicurarsi che qualunque correzione si voglia apportare a questo strumento sia motivata dalla molteplice realtà del lavoro italiano invece che da prese di posizione ideologiche”. Lo dice Filippo Taddei responsabile economia e lavoro del PD.

 

“Una decisione ineccepibile della Consulta sull’articolo 18. Il Jobs Act è una buona legge, sui voucher sono necessarie modifiche”. Lo scrive su Twitter il senatore del PD Andrea Marcucci commentando la sentenza della Corte Costituzionale.

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La Consulta dice sì ai referendum proposti dalla Cgil sulla cancellazione dei voucher e sulla reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti. La decisione dei giudici della Corte Costituzionale è arrivata dopo una riunione durata oltre due ore.

Ammessi, dunque, due quesiti referendari su tre. Non ha passato l’esame dei giudici costituzionali, infatti, il quesito relativo all’articolo 18, ovvero la cancellazione delle norme del Jobs act in materia di licenziamenti illegittimi che prevedono il pagamento di un indennizzo invece del reintegro sul posto di lavoro. La Cgil, nel quesito, chiedeva, una “nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al disopra dei cinque dipendenti”.

In particolare il via libera arrivato dalla Consulta apre la strada a due referendum e il più importante è certamente quello sui voucher, i buoni lavoro che il Jobs Act ha ampliato e modificato. Il quesito chiede di abrogare queste norme. Il governo ha già reso noto di voler intervenire su questa materia. Se lo farà con una nuova norma, il referendum cadrà. Ma prima la nuova norma dovrà passare al vaglio dell’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione, che verificherà se sia aderente all’istanza quesito referendario.

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“Con questa sentenza della Consulta sull’articolo 18 per fortuna le lancette dell’orologio del mondo del lavoro italiano non tornano indietro. Il referendum avrebbe di nuovo esposto le piccole imprese ad un’incertezza sempre foriera di cattive notizie per l’occupazione.

Il Jobs Act è stato un grande passo avanti che ha rimesso al centro il contratto a tempo indeterminato e sta stabilizzando l’occupazione, diminuendo il precariato. Questa è la strada maestra sulla quale continuare, anche rivedendo la normativa sui voucher per limitarne l’uso, come confermato ieri dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti nell’Aula del Senato”. Lo dice la senatrice del PD Nicoletta Favero, segretaria della Commissione Lavoro.

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“Continuiamo a lavorare per combattere la precarietà e il lavoro nero” ha dichiarato la senatrice del PD Francesca Puglisi. “La decisione della Consulta è una buona notizia per il Paese. Conferma la bontà della riforma Renzi del mercato del lavoro, che ha permesso la trasformazione di migliaia di contratti precari in contratti a tempo indeterminato. Sui voucher, come già annunciato dal Partito democratico, potrà intervenire il Parlamento per quelle correzioni necessarie ad evitare abusi indebiti di questo strumento. Il Pd ha a cuore il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini e l’impegno che ci siamo assunti come nuova generazione di dirigenti politici è quello di combattere la precarietà e il lavoro nero. Non a chiacchiere ma con riforme concrete che continueremo a portare avanti con impegno”.

“La sentenza della Consulta sui referendum sul Jobs Act per fortuna non ci espone al rischio di una tabula rasa, ma apre invece uno spazio interessante per un intervento del Parlamento sui voucher. Si può, a partire dalla proposta di legge Damiano, limitare l’uso dei voucher ad alcuni settori e ricondurre questo strumento alla sua originaria finalità di emersione dal nero del lavoro davvero occasionale”. Lo dice la senatrice del PD Stefania Pezzopane, componente della Commissione Lavoro.

“Ora ci si può finalmente rimboccare le maniche per migliorare la normativa sul lavoro – prosegue Pezzopane – evitando contrapposizione ideologiche assurde. I voucher furono introdotti dal governo Prodi per l’agricoltura e poi nel tempo estesi e liberalizzati dal governo Monti. Con il governo Renzi si è iniziato a limitarli, ora si deve e si può fare di più”.