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“Cresce l’occupazione a tempo indeterminato e cala la disoccupazione. È il segnale che le riforme introdotte, il Jobs act in particolare, stanno producendo i loro effetti positivi in termini di crescita occupazionale e di stabilizzazione. Quindi migliora la quantità e la qualità del lavoro.

Un dato importante che si riflette positivamente non solo sulle dinamiche economiche interne ma anche sulla qualità della vita di tante persone che escono da una condizione di precarietà lavorativa. Occorre proseguire su questa strada per rendere ancora più forte la ripresa”. Questo il commento di Filippo Taddei, responsabile Economia e lavoro del Pd, in merito ai dati sul mercato del lavoro diffusi dall’Istat, secondo i quali nel 2015 disoccupazione annua cala in  media all’ 11,9% dal 12,7% della media 2014. E’ la prima volta in 7 anni di diminuzione della disoccuppazione annua. Secondo i dati Istat, la stima dei disoccupati diminuisce ”in maniera significativa” (-203.000 unità, -6,3%), soprattutto nella seconda metà dell’anno.

 

“Nel 2015 l’occupazione cresce con un andamento superiore rispetto al  2014, in cui già si era riavviata la dinamica, e cala la disoccupazione in misura significativa dopo ben sette anni.

Si tratta di dati più che positivi che testimoniano come le riforme del governo stiano determinando non solo  una crescita dell”occupazione, ma anche una accresciuta stabilità. Per tanto tempo la precarietà è stata ritenuta una piaga ed oggi questo governo può dire di averla combattuta veramente e con grandi risultati.  Abbiamo intrapreso una strada su cui bisogna proseguire con decisione per rafforzare la ripresa e consolidare l’aumento dell’ occupazione”. Così Ernesto Carbone, componente della segreteria del Pd.

 

“Se dopo sette anni il numero dei disoccupati inizia a scendere e, ancor di più, anche i senza Lavoro tra i giovani cominciano ad essere meno, anche se la strada da fare e’ ancora lunga, possiamo ben dire che l’azione del governo è andata nella direzione giusta. Nel mio ruolo precedente ho difeso le norme innovative del Jobs Act. Oggi il mio impegno è quello di risolvere con scelte coraggiose e condivise le situazioni di crisi presenti per consolidare la ripresa occupazionale e rilanciare la crescita produttiva nel nostro Paese. L’inversione di tendenza nei dati sull’occupazione è una buona notizia non solo per chi come me ha lavorato a fondo per arrivarci, ma lo è soprattutto per le famiglie italiane, per i giovani a cui stiamo dando una prospettiva occupazionale certa e di lunga durata”. Lo dice in una nota la viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, commentando i dati Istat.

 

“Per la prima volta aumenta anche il numero di occupati. Ma nei giorni scorsi l’Istat ci ha detto anche che sono diminuiti i licenziamenti e il numero dei lavoratori precari – conclude la viceministro-. Non vogliamo fermarci qui. E lo dico anche a chi in questi due anni di governo ha solo gridato mentre noi ci siamo confrontati con i problemi determinando questo decisivo cambio di passo”.

 

Claudio Moscardelli, componente della Commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama spiega: “Per il secondo anno consecutivo cresce l’occupazione, nel 2015 a ritmo più sostenuto, dopo sette anni cala la disoccupazione e per la prima volta dal 2004 scende il numero degli scoraggiati, ossia coloro che non studiano, non lavorano e non cercano occupazione. Come già evidenziato cresce la buona occupazione con più 760 mila contratti a tempo indeterminato. Non a caso nella componente di crescita del PIL cresce la domanda interna mentre rallenta la componente estera a causa della crisi dei Paesi emergenti, del rallentamento dell’economia globale e delle crisi geopolitiche”.

 

Per Moscardelli, “occorre proseguire con le riforme puntando su due elementi come l’abbassamento della pressione fiscale, il taglio del costo del lavoro, a partire dal taglio degli oneri contributivi (in particolare quelli impropri) almeno del 5% e con un vasto programma di investimenti in infrastrutture. Il 2016 e’ un anno molto importante che deve vedere il moltiplicarsi degli sforzi per una politica espansiva con misure ‘pesanti’ proprio per contrastare il clima di incertezza che porta a frenare i consumi e a consolidare la deflazione. Quest’ultima insieme alla poca crescita costituisce un mix micidiale per il nostro debito la cui riduzione consistente può avvenire solo con la crescita e con una corretta crescita dell’inflazione (obiettivo 2% molto lontano che la BCE tenta di conseguire anche con le misure di un super QE che oggi saranno adottate)”.

 

“Un’altra importante iniezione di fiducia per l’Italia e per il mercato del lavoro. I dati diffusi oggi dall’Istat certificano che il  tasso di disoccupazione è sceso e che il Jobs act e gli altri provvedimenti del governo Renzi sono efficacissimi. Significativo è il dato relativo alla disoccupazione giovanile (15-24 anni) nella media del 2015 che è sceso al 40,3% (-2,4 punti percentuali) registrando la prima diminuzione annua dal 2007. Abbiamo superato la fase più critica della crisi economica e occupazionale. Ora è necessario continuare su questa strada e proseguire con le riforme”.  Lo dichiara  il senatore Francesco Scalia.