Martina

Ministro, Susanna Camusso dal palco ha usato toni molto duri. Ha parlato di schiaffo alla democrazia e di voto rubato agli elettori.

 

«Noi rispettiamo la piazza di ieri anche se abbiamo un’opinione diversa. È stato importante che il governo abbia abolito i vecchi voucher, troppo esposti in passato ad abusi e storture a danno dei lavoratori. Ricordiamoci tutti inoltre che i voucher non sono stati introdotti recentemente ma diversi anni fa. Oggi i nuovi strumenti individuati, utilizzabili da famiglie e imprese, sono invece regolati e controllati molto meglio a garanzia prima di tutto dei lavoratori stessi. C’è la tracciabilità totale attraverso l’Inps».

 

Avevate, come sostiene il leader della Cgil, paura di affrontare un altro referendum dopo la bocciatura del 4 dicembre?

«Noi abbiamo condiviso l’obiettivo di superare i vecchi voucher e ci siamo assunti le nostre responsabilità come un governo deve fare lavorando ad una norma di legge».

 

Il sindacato ha anche annunciato un nuovo ricorso alla Consulta. La preoccupa?

«No. Ma in ogni caso seguiremo con attenzione anche questo passaggio nel pieno rispetto di ciò che la Consulta dirà».

 

La manifestazione della Cgil ha raccolto diversi consensi. Anche quello di Giuliano Pisapia, alle cui mosse il Partito democratico guarda con interesse. Come valuta questa posizione?

«Anche in questo caso abbiamo il massimo rispetto per posizioni diverse dalle nostre. Segnalo comunque che i senatori di Campo Progressista hanno votato come noi la fiducia sulla manovra proprio pochi giorni fa».

 

Nel merito del provvedimento contestato dal sindacato e dalla sinistra è entrato anche l’Ufficio parlamentare di bilancio. I tecnici sostengono che le nuove norme superano diverse storture delle precedenti regole, ma hanno ancora dei “bug”.

Come quello dei tre giorni dati al datore per cancellare la prestazione. Una norma, dice l’Ufficio parlamentare di bilancio, che favorirebbe il lavoro nero.

«Io credo che si capirà fra qualche tempo, quando i nuovi strumenti saranno a pieno regime, che il Libretto Famiglia e il contratto di prestazione occasionale per le imprese sono strumenti a garanzia dei lavoratori contro il lavoro nero. Anzi, le dico una cosa». Prego. «Senza le nuove regole il rischio sarebbe stato di un aumento del lavoro sommerso e irregolare».

 

Sbaglia dunque l’Ufficio parlamentare di bilancio?

«Non dico questo. Dico che c’è ancora molto da fare, ma le scelte fatte stanno dando frutti importanti. Il Libretto Famiglia e i contratti di prestazione occasionale per le imprese sono totalmente tracciati, sotto il controllo dell’Inps e con limiti d’impegno chiari. Molto più di quanto abbiamo lasciato con i vecchi voucher che tutti potevano comprare persino dal tabaccaio. Il nostro impegno per la dignità e diritti nel lavoro non si ferma».