Stefano Carofei - Imagoeconomica
Stefano Carofei - Imagoeconomica

“Se ci volete mandare a casa per il decreto sulle popolari fatelo. Noi siamo orgogliosi per una riforma che da 25 anni andava fatta e fu tentata da Ciampi e da Draghi. Se fosse stata fatta a fine anni 90 in tante parti di Italia, a cominciare dal nord est, avremmo evitato le scene di questi ultimi 15 anni in termini di contiguità tra il sistema del credito e politica”. Così il premier Matteo Renzi nel suo intervento al Senato sulle due mozioni di sfiducia in Senato richieste da Fi-Lega e dal M5S sulla vicenda banche.

“La mozione di Lega e Fi presenta piccoli refusi nelle date, copia incolla da un articolo di un quotidiano quanto mai lontano dalla vostra storia: ci sono gli stessi refusi in due editoriali del Fatto quotidiano e la mozione di Lega e Fi”. Lo afferma il premier Matteo Renzi in Aula al Senato. “E’ un fatto positivo: c’è finalmente dialogo tra le due parti, ci abbiamo lavorato da una vita… Magari la prossima volta controllate i refusi”.

Polemica politica slegata da realtà anche perché Banca Etruria era già stata privatizzata. “Si legge nel testo della mozione di sfiducia che il decreto sulle popolari imponeva la trasformazione e quotazione di Banca Etruria: ma di tutte le banche interessate dal decreto di gennaio l’unica banca già quotata era Banca Etruria”. Ha continuato Matteo Renzi al Senato. “Su Etruria si sta giocando una strumentalizzazione politica comprensibile, alla quale siamo totalmente abituati e che non ci fa paura, ma totalmente slegata dalla realtà”.

“Questo governo ha commissariato la Banca Etruria come ha fatto con altre banche senza avere alcun riguardo per nomi e cognomi” perché “per noi non ci sono amici o amici degli amici” e la “dimostrazione sta nel fatto che Banca Italia ha sanzionato i familiari di un ministro e sta nel fatto che non c’è stato un solo avvenimento che possa far parlare di conflitto di interessi” del ministro Boschi.

“In questo paese chi ha sbagliato paga e chi paga non lo decidete voi ma i giudici, nel primo, secondo, terzo grado di giudizio. E il quarto grado non è un blog dell’illuminato…”.

Forza Italia parla di conflitto d’interessi? “Io non dico da che pulpito, sarebbe semplice, vi sto dicendo non c’è alcun conflitto d’interesse ma il tentativo con quel decreto di salvare 1 milione di correntisti e 7mila stipendi. Se ci volete mandare a casa fatelo ma noi non avremmo mai distrutto pezzi di economia per fare una battaglia politica contro il governo. Prima delle beghe politiche c’è l’Italia”.

“Andrete avanti ancora ad attaccarvi a ogni pezzettino di fango ma aggrappatevi al vostro fango, tenetevi le vostre polemiche. Noi andiamo avanti pensando all’Italia e la lasceremo meglio di come l’abbiamo trovata”. Così renzi ha concluso il suo intervento.