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“Più 54% di contratti a tempo indeterminato nel 2015, una cifra pari a 913 mila contratti  in più.  Solo a gennaio 2016 si registrano 37.719 contratti fissi in più. Ciò significa che il lavoro continua ad essere col segno positivo, che il Jobs act funziona e che è stata una scelta fondamentale per il rilancio occupazionale del nostro Paese. Come dimostrano ancora una volta i dati forniti oggi dall’Inps, e quelli recenti dell’Istat, la strada è quella giusta. Andiamo avanti di questo passo e il Paese, grazie alle riforme messe in atto dal Governo, torna ad essere competitivo sul piano occupazionale ed economico”. Lo dichiara Giorgio Tonini, della segreteria nazionale del Pd, commentando i dati sull’occupazione.

 

“Ancora una iniezione di fiducia. Ancora una conferma che stiamo andando nella direzione giusta. E’ questo il senso di fondo offerto dai dati diffusi oggi dall’Inps”. Così la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Silvia Fregolent, che precisa: “Nel corso del 2015, si legge nel rapporto dell’Osservatorio sul precariato, il numero complessivo delle assunzioni e’ stato pari a 5.527.000, con un incremento di 655mila unità rispetto al 2014 (+13%). Le assunzioni a tempo indeterminato, in particolare, sono passate da 1.274.000 nel 2014 a 1.934.000 nel 2015, con un incremento di 660mila unita’ (+52%). Sempre nello stesso arco temporale, le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine e dei contratti di apprendistato sono passate da 401mila a 654mila (+63%). Complessivamente, nel 2015, i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti di 913mila unita’ rispetto al 2014 (+54%). L’Inps precisa, inoltre, che su 2,5 milioni di contratti a tempo indeterminato (sommando nuovi rapporti e trasformazioni di quelli a termine), oltre 1,5 milioni, pari al 62% del totale, hanno beneficiato dell’esonero contributivo triennale introdotto dalla Legge di Stabilità 2015. In altre parole, risulta evidente che il combinato disposto di Jobs Act e Legge di Stabilità ha avuto un effetto determinante sull’incremento degli occupati e sull’abbattimento della precarietà”, conclude.