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“Quest’anno abbiamo iniziato a ridurre lo sgravio, e così accadrà nel 2017. Ma dal 2018 il costo di un contratto stabile dovrà essere in ogni caso strutturalmente inferiore ad uno a termine. Già oggi, grazie soprattutto alla eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile Irap, le tasse su una busta paga di un dipendente stabile costano mediamente il cinque per cento in meno. A regime il differenziale dovrà essere più ampio. Di quanto, lo decideremo strada facendo”. E’ quanto afferma alla Stampa il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

 

“Vogliamo aziende capaci di crescere ma nelle regole – aggiunge – per questo abbiamo aumentato i controlli contro gli abusi, sia della decontribuzione che sui voucher”.

Poletti rivendica anche che il progetto “Garanzia Giovani” non è un flop: “Sta andando meglio di quel che credessimo. L’obiettivo era prendere in carico 600mila giovani entro il 2018, sono già 650mila. Nell’ultimo bilaterale con la Francia abbiamo chiesto all’Europa di trasformare il finanziamento triennale in una misura strutturale”.

 

“Non c’è dubbio che esistano problemi di competenze; è per questo che abbiamo lanciato il programma di alternanza scuola-lavoro. E’ appena partito e per qualcuno sarebbe già un flop: quando sento questi argomenti mi vien voglia di dire parolacce. L’ho detto qual è il problema: vent’anni di ritardi. Mentre il mondo del lavoro si trasformava – sottolinea – qui c’è chi ha stressato il concetto di difesa. Difesa del posto di lavoro, della piccola impresa, dall’immigrazione”.

 

“Norme pro-Uber? – aggiunge quindi – Ci vuole equilibrio, la concorrenza senza regole non può imbarbarire il lavoro”.