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“E’ una buona notizia che i sindacati abbiamo raggiunto un accordo su contratti, partecipazione e rappresentanza”. A dirlo, intervistato da Repubblica, è Filippo Taddei, responsabile Economia e Lavoro del Pd.

 

“L’obiettivo del governo e del Pd è quello di far ripartire la produttività – aggiunge -. Senza produttività non è possibile redistribuire valore al lavoro. La lunga recessione che abbiamo vissuto ha colpito così duramente il lavoro proprio perché abbiamo assistito a un tracollo della produttività. Da qui si deve ripartire. Mi faccia fare però un passo indietro. Il Jobs act aveva come scopo principale quello di rimuovere il dualismo nel mercato del lavoro che si era creato negli ultimi decenni. Piu’ persone rientrano, come sta accadendo, nel lavoro standard, piu’ persone possono beneficiare dei vantaggi della contrattazione collettiva. Così non era infatti per i collaboratori o per le finte partite Iva. L’effetto della stabilizzazione dei rapporti di lavoro è anche quello di allargare la platea di persone coinvolte nella contrattazione collettiva. Dico questo non solo perché è un aspetto largamente sottovalutato ma anche perché, se vogliamo stimolare la produttività, dobbiamo allargare proprio la contrattazione collettiva decentrata, quella nei luoghi di lavoro o più vicina ai luoghi di lavoro. Ed è, mi pare, anche quello che propongono le tre confederazioni”.

 

Se il governo rinuncerà alla legge sul salario minimo? “Aspettiamo l’approvazione formale delle proposte e poi il confronto con le associazioni imprenditoriali. Noi auspichiamo che arrivi un accordo efficace per promuovere l’aumento di produttività e a quel punto, poiché la produttività è un bene comune, sara’ compito della politica favorire quel processo”. Con sconti fiscali? “Lo abbiamo già fatto con l’ultima legge di Stabilità. Ci sono circa 450 milioni destinati alla defiscalizzazione dei premi di produttività, la partecipazione agli utili e il welfare aziendale. La defiscalizzazione – aggiunge Taddei – è potenziata se tutto ciò accade attraverso la contrattazione collettiva invece che per via di erogazioni unilaterali da parte del datore di lavoro”.

 

Se è necessaria una legge per favorire la partecipazione dei lavoratori alle scelte aziendali? “Pensiamo – dice il responsabile economico – che partecipazione, rappresentanza e contrattazione si tengano insieme. Con questo approccio, nel rispetto dell’autonomia delle parti sociali e nel caso di un accordo tra sindacati e imprese, vedremo quale intervento normativo di cornice sia necessario. L’importante è assicurare che il potenziamento della contrattazione decentrata funzioni”.