Tiberio Barchielli / Imagoeconomica
Tiberio Barchielli / Imagoeconomica

“Il 2017 può essere l’anno della sconfitta militare di Daesh. I nostri Paesi sono impegnati nella lotta contro il terrorismo, uniti dalla consapevolezza che la vittoria militare non sarà sufficiente se non sarà accompagnata da una vittoria sul piano culturale e sociale, dall’affermazione dei nostri valori e dal nostro modo di vivere”. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione alla stampa al termine dell’incontro con il presidente francese Francois Hollande all’Eliseo.

 

“La vicinanza  tra Italia e Francia ha radici storiche – ha aggiunto il premier – si alimenta di rapporti economici importantissimi. Abbiamo discusso della nostra collaborazione nel campo spaziale, dell’elettronica, dell’energia”.

Gentiloni ha ricordato che: “il Parlamento italiano ha concluso a novembre l’esame finale sulla Torino-Lione.  Abbiamo discusso su come conciliare in questo nuovo accordo che si profila sulla cantieristica le esigenze di cui ha parlato Hollande, e di cui naturalmente teniamo conto, con l’esigenza del gruppo Fincantieri di poter gestire. Penso che troveremo soluzioni com’è normale tra paesi così vicini e così amici. Ma in generale il messaggio è che in tantissimi campi e in tantissimi settori i nostri Paesi devono e possono collaborare nell’interesse dell’Europa”.

 

Questa vivinanza:  “si è rafforzata per il sentimento condiviso dai cittadini italiani di solidarietà per gli attacchi terroristici ai quali i francesi hanno reagito con forza e coesione grazie alla leadership di Hollande”, ha aggiunto Gentiloni, ricordando che proprio due anni fa aveva partecipato alla marcia per l’attentato a Charlie Hebdo.

Sul fronte Ue: “Francia e Italia sono impegnate a rilanciare l’Unione europea in uno dei momenti più difficili”.  “I capitoli più importanti – ha spiegato – sono quelli della crescita e del lavoro” perché “non esiste futuro per una Europa che sia ossessionata dalle regole di bilancio e non concentrata sul lavoro, la crescita e lo sviluppo”.

 

Ricordando la riapertura dell’ambasciata italiana a Tripoli, Gentiloni ha ribadito che Francia e Italia sono “impegnate per stabilizzare la Libia, lavorare per una intesa tra le diverse parti scommettendo su un rafforzamento del governo attuale”.

 

 

Per Gentiloni l’Ue deve avere una “politica condivisa e comune sul tema migratorio, sui Paesi africani possiamo lavorare insieme.”  “Il peso della questione migratoria deve essere condiviso e non lasciato sulle spalle di qualcuno”, ha concluso.