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“L’unica guerra che mi sento addosso, ed è drammatica, è la guerra contro il tempo”. Fatti come le bombe a Istanbul, le stragi in Libia, le violenze contro le donne a Colonia, “dimostrano che c’è un’accelerazione e un’estensione anche geografica di alcune tendenze già emerse l’anno scorso. Un’accelerazione che diventa tanto più rapida quanto più, in Libia come in Siria, si intravvedono possibilità di soluzione. E noi non possiamo permetterci di perdere questa battaglia contro il tempo per fermare questa valanga di follia che incombe”. Lo dice a Repubblica Federica Mogherini, l’Alto rappresentante per la Politica estera e la sicurezza europea.

 

“Non è la prima volta che la Turchia subisce un attentato”, afferma. “Sappiamo da mesi di avere un interesse comune nel contrastare e sconfiggere Daesh”. In Libia e in Siria, aggiunge, la diplomazia sta facendo progressi e questo “naturalmente provoca reazioni”.

 

“Intanto per la Libia e per la Siria si è aperto un canale di consultazione permanente tra Europa, Stati Uniti e Russia che ha portato anche alle risoluzioni votate all’unanimità dall’Onu. Sulla Siria abbiamo un coordinamento che comprende tra gli altri Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Iran: anche questo sembrava un traguardo impossibile prima dell’ accordo sul nucleare iraniano che abbiamo negoziato l’anno scorso. Il 25 gennaio si terrà il primo incontro negoziale tra il regime siriano e le opposizioni. Tra pochi giorni si dovrebbe insediare il primo governo di unità nazionale libico. Il cerchio politico si sta stringendo attorno a Daesh”. Un intervento militare in Libia per Mogherini è da escludere, “darebbe solo argomenti alla propaganda di Daesh”.

 

Sulle violenze contro le donne nella notte di Capodanno, Mogherini sottolinea che la condanna “è totale. Ma non esiste una singola cultura cui si possa attribuire questo fenomeno”.