Foto Palazzo Chigi
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L’accordo tra Ue e Regno Unito è “un buon compromesso”, ma per l’Europa “la partita inizia adesso: per vincere la sfida della storia deve essere più dinamica, affascinante, innovativa e brillante”, a partire dalla crisi dei migranti, dove “deve fare di più”. Matteo Renzi lasciando il Consiglio europeo è soddisfatto, parla di un “bicchiere pieno per tre quarti”. Ricorda che ora a decidere saranno i cittadini britannici, con il referendum. Ma in gioco non c’è solo la Brexit: “Nei prossimi tre-quattro mesi ci sarà una grande sfida e servirà una grande riflessione su cos’è l’Europa. Se non ripartiamo tutti assieme a favore di un’Europa innovativa affascinante e brillante, dinamica – aggiunge – comunque perdiamo la sfida con la storia”.

 

E il primo fondamentale banco di prova che l’Unione ha di fronte è quello dell’immigrazione. Il premier aveva ammonito i Paesi dell’Est a mantenere i loro impegni sui ricollocamenti dei migranti, pronto a tagliare loro i fondi in caso contrario. Per i governi ungherese e polacco, un ricatto inaccettabile. “Con i Paesi dell’Est non c’è nessuna minaccia, nessun ricatto. Ma la solidarietà – ha replicato Renzi in serata – è double face, non unidirezionale: bisogna prendere, ma anche dare”.

 

Sull’emergenza migratoria, il premier torna a battere sul tasto della cooperazione: “Sui migranti vedo una maggiore attenzione. Ma nel merito – ribadisce – c’è ancora molto da fare. Certo, rispetto a un anno fa, quando sembravamo dei pazzi a chiedere l’impegno europeo, è cambiato molto, tuttavia ancora non è sufficiente. Penso che l’Ue debba fare di più sotto tutti i punti di vista. Penso alle stesse regole sul diritto di asilo e al principio di rimpatrio. Quando qualcuno non ha diritto di rimanere -deve essere portato a casa, ma tutti assieme come Europa, non soltanto come singoli Stati. E dare naturalmente accoglienza contro gli schiavisti moderni che sono gli scafisti. Molto c’è da fare. Penso però – conclude – che qualcosa s’è mosso”.