Confine Italia - Austria

Il Partito Democratico del Trentino organizza sabato 20 febbraio 2016, una catena umana formata da consiglieri regionali, esponenti del mondo sindacale, associativo e culturale, realtà della società civile e singoli cittadini. La partenza dalla Stazione di Trento è prevista per le 8:05 e l’arrivo al Brennero alle 10:22.

 

L’appello contro la costruzione di una barriera al confine del Brennero che trovate di seguito è stato sottoscritto da consiglieri regionali, da esponenti del mondo sindacale, associativo, culturale, della società civile, e da singoli cittadini.

 

Non è un’azione contro l’Austria, alla quale va la nostra solidarietà visto il carico di rifugiati e che – come dichiarato dal suo Governo – cercherà essa stessa per prima ogni forma di controllo alternativa alle barriere. Ma è un no deciso ai muri, che sono il sintomo dell’assenza di una politica europea, e che rappresentano la morte di un’idea e di una straordinaria occasione. Se vogliamo, è invece un sì convinto all’Europa, perché sappia impedire il ripiegamento su sé stessi degli Stati membri; e all’Euregio, perché prosegua nella positiva e forte azione avviata in questi giorni di una gestione alta e comune di una simile urgenza.

L’appello prevede la partecipazione, sabato 20 febbraio alle ore 11.00, ad una piccola catena umana a cavallo del confine. Partenza con il treno dalla stazione di Trento alle ore 8.05, arrivo al Brennero alle 10.22.
IL TESTO DELL’APPELLO

“Un Brennero che unisce”

Riteniamo che l’annunciata intenzione delle autorità austriache di costruire al Brennero una barriera per separare e registrare i migranti, sia incompatibile non solo con l’idea di un’Europa aperta, ma sia anche inconciliabile con il profondo significato anti-nazionalista che è racchiuso nella nostra autonomia speciale. Come ha scritto qualche tempo fa Étienne Balibar: i confini sono sempre meno geografici e sempre più sembrano ritagliarsi la funzione di “frontiere per l’interiorità”, diventando non solo la linea che divide due Stati, ma il luogo nel quali sono in gioco “le concezioni del mondo” e quindi – anche – “le concezioni dell’uomo”. E se in questo modo i confini diventano il punto “in cui bisogna scegliere” – quali i migranti e chi è di casa, quali i cittadini e chi non ha cittadinanza, dove quelli che i diritti li hanno e dove gli altri che invece, solo, li richiedono – il prossimo sabato 20 febbraio alle ore 11 saremo al passo del Brennero per darci la mano, disposti al di qua e al di là di un confine che non vogliamo diventi una linea d’esclusione.

 “Für einen Brennerpass der Vereinigung und Verbindung”

Die von den österreichischen Behörden geplante Errichtung einer Barriere zur Abgrenzung und Identifikation von Migranten am Brennerpass widerspricht unser Ansicht nach nicht nur dem Gedanken der Offenheit Europas sondern auch der von Natur aus antinationalistischen Idee der Autonomie unserer Regionen. Vor einiger Zeit schrieb Etienne Balibar die folgenden Worte: Grenzen sind immer weniger geografische Trennungslinien und scheinen sich immer mehr die Funktion von “inneren Abgrenzungen” anzueignen. Die Grenze ist nicht mehr nur eine Linie zwischen zwei Staaten, sondern auch ein Ort an dem “Weltanschauungen” und somit “Menschen-Anschauungen” auf dem Spiel stehen. Wenn in dieser Weise die Grenze ein Ort wird an dem man “Entscheidungen treffen muss” – Entscheidungen über wer ein Migrant ist und wer Einheimischer, wer ein Staatsbürger ist und wer nicht, wer Rechte hat und wer sich darauf beschränken muss einen Antrag auf Rechte zu stellen – dann werden wir uns am kommenden Samstag 20 Februar um 11 Uhr am Brennerpass treffen um uns die Hände zu reichen, diesseits und jenseits der Grenze, um zu verhindern dass diese zu einer Schranke für die Inanspruchnahme von Menschenrechten wird.