legalità

“Contrariamente a ciò che fanno i Cinque Stelle, noi non usiamo l’Antimafia per fare propaganda o come una clava contro gli avversari politici, ma pensiamo che non ci sia nessuno che possa rivendicare una sorta di verginità, sentirsi al di sopra di ogni sospetto ed evitare di fare i conti con le proprie responsabilità politiche. L’audizione di ieri ha confermato che c’è stata e c’è tuttora da parte del sindaco e del M5s una colpevole sottovalutazione della presenza della camorra a Quarto, nonostante il comune sia stato sciolto ben due volte per infiltrazioni mafiose. Non sono state affrontate evidenti anomalie, come l’esorbitante numero di preferenze ottenuto dal consigliere oggi accusato di voto di scambio politico-mafioso”. Lo ha detto a Sky tg 24 il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd in Commissione Antimafia.

 

“La richiesta di audire Fico e Di Maio – ha proseguito Mirabelli – i membri del direttorio che hanno seguito quelle vicende, nasce proprio dalla necessità di capire le ragioni di queste colpevoli sottovalutazioni, in particolare per comprendere perché di fronte alla richiesta di espellere il consigliere Del Robbio, che la Capuozzo ha dichiarato di aver fatto a luglio, Fico e il direttorio hanno atteso dicembre e l’inchiesta della magistratura per intervenire. Eppure di fronte alla denuncia dei pressanti interventi di Del Robbio e Romano perché il sindaco incontrasse imprenditori interessati alla vicenda dello stadio su cui per anni si erano registrati pesanti interessi della camorra, si è ritenuto di non far nulla. A Fico e Di Maio – ha concluso Mirabelli – vogliamo solo chiedere questo.

 

Per Ernesto Carbone, responsabile P.A., Innovazione e Made in Italy del Pd, Fico e Di Maio su Quarto sapevano tutto dallo scorso luglio.

“La sindaco Capuozzo conferma che tutti sapevano tutto, già da luglio. Non a dicembre, non a novembre. Già da luglio. Lei chiede l’espulsione del consigliere De Robbio, per tre volte, e i furbetti del direttorio non muovono un dito, scappando dalle loro responsabilità. Fico e Di Maio sapevano come stavano le cose e non hanno agito, questo è il punto che devono spiegare. Li aspettiamo in commissione antimafia.  Non pensino di cavarsela con ridicoli distinguo lessicali o circoscrivendo tutto a una piccola questione amministrativa. Siamo di fronte a omertosi silenzi, assenza di decisioni e penosi scaricabarile del direttorio in una vicenda che le indagini indicano molto seria e preoccupante”.

 

 

 

“Su Quarto vogliamo verità e giustizia”, è quanto hanno affermato i deputati Dem Emanuele Fiano e Marco Di Maio, intervenuti durante il question time di Montecitorio che ha affrontato il ‘caso Quarto’.

“Su quanto avvenuto a Quarto, durante la campagna per l’elezione dell’attuale sindaco Rosa Capuozzo e poi dopo, nell’ amministrazione di quel Comune, il Partito democratico chiede la verità giudiziaria e quella politica. E’ esattamente quanto facciamo in ogni luogo del Paese dove emergono elementi di preoccupazione in merito alla legalità e alla trasparenza, anche dove ci sono amministratori del nostro Partito. Per questo abbiamo chiesto al ministro dell’Interno di monitorare la situazione a Quarto, dove per ben due volte in passato è stata attivata la procedura di scioglimenti del Consiglio a causa delle infiltrazioni mafiose. Poi oltre alle competenze ci sono le responsabilità politiche. Ancora aspettiamo di conoscere la verità politica del comportamento del Direttorio M5S: perché non hanno espulso il consigliere De Robbio prima di dicembre, visto che Rosa Capuozzo aveva da tempo denunciato i suoi comportamenti ricattatori ? C’è una verità che ancora non ci avete raccontato?”.