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“A quanto emerge i vertici dei 5 stelle su Quarto sapevano da tre mesi ma hanno preferito trincerarsi in un silenzio scandaloso. Il sindaco Capuozzo, pur avendo subito pesanti minacce scelse di non denunciarle. Di Maio e Fico a Quarto facevano passerelle ma poi non una parola e atteggiamenti a dir poco elusivi.

Perché? Di cosa hanno paura?

Grillo prima fa finta di nulla, poi assolve e alla fine, per arginare l’onda melmosa, chiede fuori tempo massimo le dimissioni del sindaco.

Un comportamento ambiguo tra l’omertoso e il reticente. Ma Grillo e Casaleggio hanno forse paura che la vicenda di Quarto coinvolga anche il direttorio, che è a guida Campana? Troppe omissioni, troppi lati oscuri, è ora che i 5 stelle diano risposte chiare appena riescono a sollevare la bocca dal fango che li sommerge”. Così Stefano Esposito, parlamentare PD.

“Oggi Di Maio e Fico minacciano querele, ma un tempo Grillo aveva idee diverse e le pubblicava sul blog, quando ancora firmava i suoi post prima di sparire anche lui su Quarto. Era il 9 agosto 2009 e Grillo affermava che “la querela serve al potere. La querela è un arma da ricchi” (lo sa bene lui, milionario). Suggeriva la depenalizzazione della querela e sentenziava che “di solito si querela la verità, mai la menzogna”. Così David Ermini, deputato e responsabile Giustizia segreteria PD.

Di solito chi querela sono i politici. Di solito la querela viene usata in mancanza di altre argomentazioni per finire sui giornali di regime e fare la figura dell’innocente”. Un consiglio a Di Maio e Fico: almeno tenete a mente quello che c’è scritto nel sacro blog, in modo da evitare l’ennesima figuraccia di una serie che sta diventando infinita.
 

“Da onestà a omertà: allora Di Maio e Fico sapevano tutto di minacce e infiltrazioni a Quarto? E sono stati zitti per mesi? #omertà5stelle. Così su twitter Ernesto Carbone, componente della segreteria del Pd, in merito alla vicenda di Quarto.     Per Alessia Rotta, responsabile Comunicazione del Pd, lo “show su Facebook di Di Maio, Di Battista e Fico”, che in diretta sulla piattaforma social hanno parlato del caso Quarto, è “imbarazzante. Beccati con le mani nella marmellata i 5 stelle continuano a raccontarsi la loro verità su Quarto. Non vedo, non sento, non parlo, ovvero Di Battista, Fico e Di Maio, se la cantano e se la suonano tra di loro, come al solito. Il loro imbarazzante teatrino, fatto di sguardi bassi, volti tesi e e voci strozzate, dove l’uno sorveglia l’altro, rimanda il rumore delle unghie sul vetro. Sempre più in basso, sempre più patetici”  

Di “depistaggio per salvare il Direttorio” parla Anna Ascani: “l’espulsione della Capuozzo arriva troppo tardi e la camorra c’entra poco. I 5 stelle a livello nazionale, come reso noto dai media, sapevano da novembre. Nonostante ciò, pochissimi giorni fa, Grillo e Casaleggio, l’avevano difesa con l’omertoso post degli 8 punti. E ora la cacciano solo per nascondere il comportamento opaco dei vari Di Maio e Fico, in sostanza del Direttorio.

 

Una strategia vecchia e depistatoria decisa da Grillo e Casaleggio vista la situazione. Ma come è possibile che due privati cittadini, mai votati da nessuno in nessuna occasione, decidano da soli e senza la minima trasparenza, della sorte di istituzioni pubbliche? Se poi lo slogan ‘uno vale uno’ ha un senso, allora è lecito aspettarsi l’espulsione dal movimento di tutti quelli che sapevano cosa stava accadendo a Quarto e non hanno denunciato.”

“I vertici del M5S devono spiegare perchè pur essendo a conoscenza di fatti gravissimi già da novembre non li hanno denunciati, anzi hanno cercato di coprirli sotto la loro regia fino a quando non sono stati costretti ad affrontare pubblicamente la questione per l’intervento della magistratura.

I vertici del M5S devono chiarire se hanno avuto un ruolo centrale nelle scelte fatte a Quarto sia dal punto di vista dell’amministrazione, sia per cio’ che riguarda il tentativo di tenere la vicenda delle minacce di matrice camorrista sotto silenzio.

E’ questo il modo con cui il direttorio si rapporta con le realtà locali amministrate dai propri rappresentanti, che si stanno dimostrando del tutto inadeguate in tutte le situazioni?

Per una volta dovrebbero abbandonare la scelta del soliloquio televisivo e accettare un confronto su questi temi, perchè e’ ai cittadini che devono chiarimenti”. Lo dice il deputato democratico Marco Di Maio della presidenza del gruppo PD della Camera.