“Grillo ha dovuto ammettere che a Quarto i 5 stelle sono stati eletti anche con i voti della Camorra. Sulla spinta delle indagini della magistratura, dei media e grazie all’azione politica del PD, dopo aver cercato di spostare l’attenzione e autoassolversi, alla fine i 5 stelle lo hanno ammesso: i voti della Camorra sono arrivati, con la vergognosa aggiunta che non sarebbero stati determinanti”. Così Ernesto Carbone, responsabile P.A., Made in Italy e Innovazione del Pd.

 

“Toppa che apre una voragine. E in questa voragine ‘cade’ il sindaco con i suoi atti amministrativi e le commesse ad imprese sotto la lente dell’Anticorruzione. Un quadro paludoso in cui si muovono personaggi come l’impresario di pompe funebri che a Quarto indicava di votare in massa i 5 stelle e a Roma organizzava il funerale dei Casamonica. In un simile contesto il sindaco dovrebbe dimettersi. Tutto ciò porta ad un altra domanda: quanto avvenuto è circoscritto a Quarto o si estende anche all’elezione di parlamentari nazionali? Temi da approfondire in Commissione antimafia.”

 

Proprio questa mattina si è svolto davanti alla sede del Comune di Quarto , il presidio organizzato dai Giovani democratici di Napoli per chiedere le dimissioni del sindaco Rosa Capuozzo del Movimento Cinque Stelle.

 

“Su Quarto i Cinque stelle sono disperati”, chiosa il senatore Stefano Esposito, che argomenta: “Adesso il sacro blog dice che i voti della mafia fanno schifo, ieri ammetteva di averli presi dalla camorra. A Ostia i clan li elogiavano apertamente (e loro in silenzio). Poco più di un anno fa Grillo in Sicilia discettava sulla moralità della mafia”.

 

Per Esposito, quello che è in campo è “il peggio della vecchia politica: dire ciò che conviene al momento. Non sanno più a che cosa appigliarsi. I diversivi, gli imbarazzi, il fango che tentano di gettare sugli altri dimostrano che sono nel panico più totale.

Se poi allarghiamo lo sguardo è comprensibile: amministrano 16 comuni e non ce n’è uno dove non falliscano, tra epurazioni, maggioranze che non ci sono più, scelte sbagliate se non opache, parentopoli qua e là, infiltrazioni camorristiche”.

 

Si rassegnino: possono urlare, inveire e insultare, ma il problema sono loro. Non altro.

Per Andrea Romano, deputato del Partito Democratico: “Il direttorio M5S segue la terapia del silenzio”.

“Per chi suona la Campania? Per i Cinque Stelle. Da giorni, sulla vicenda Quarto, i campani del “direttorio” seguono la terapia del silenzio. Di Maio (che tra l’altro è responsabile Enti locali) deve essere stato colpito da una provvidenziale afonia, dovuta forse ai comizi e alle interviste durante la campagna elettorale a Quarto. Per la Ruocco chiameremo “Chi l’ha visto?”.Sibilia oggi si fa vivo ma parla a vanvera, prendendosela con tutti e tacendo sul fatto che la camorra a Quarto ha votato M5S. Fico preferisce parlare d’altro dopo aver balbettato spiegazioni a cui non crede nessuno.Un solo consiglio: quando deciderete di parlare, cominciate con le scuse ai cittadini di Quarto”.

 

 

 

Già David Ermini, responsabile Giustizia del Pd, aveva chiesto lo scioglimento del Consiglio comunale di Quarto: “Il depistaggio di Grillo e compagnia su Quarto è preoccupante. Se il voto è stato inquinato dai voti della Camorra il consiglio comunale non “può” essere sciolto ma deve essere sciolto. Non sono i grillini a decidere ma la legge.

 

Il sindaco di Quarto poi cominci a spiegare perché appena eletta ha revocato la proposta preliminare del piano urbanistico comunale presentata dalla commissione straordinaria antimafia. Inoltre perché non ha denunciato il tentativo di estorsione del consigliere M5S Giovanni De Robbio, ma ha aspettato che emergesse dalle indagini? E perché lo stesso sindaco ha ritrattato le sue dichiarazioni, rese davanti ai pm e messe a verbale, dicendo di non aver subito minacce da quel consigliere? A Quarto il M5S si è autoleso con comportamenti nebulosi e ora con un atteggiamento omertoso. Perché i 5 stelle hanno così paura di appurare la verità su Quarto?”.

 

Quarto, imbarazzo a 5Stelle