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“L’accesso di nuove generazioni anche in magistratura è essenziale”. Lo dice, in riferimento all’abbassamento dell’eta’ della pensione dei magistrati, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervistato da Repubblica sui provvedimenti presi quest’anno dal governo, che ritiene abbiamo un’impronta ‘di sinistra’.

“Abbiamo affrontato questioni – dice il Guardasigilli – su cui tutti scommettevano che sarebbero rimaste nel cassetto, cose che di per se’ non sono ne’ di destra ne’ di sinistra, ma sicuramente sono spinose. Penso al falso in bilancio, all’autoriciclaggio, al complesso delle norme anticorruzione. Ma su temi come il carcere, il caporalato, gli ecoreati, le unioni civili, la tutela delle vittime dei reati, abbiamo dato un chiaro segno politico”.

Sui reati contro la pubblica amministrazione, afferma Orlando, “abbiamo le pene piu’ alte d’Europa”, e sulla corruzione “non vedo come si dovesse fare di diverso”, “lo scopo della legge non è quello di essere dura, ma efficace. E credo che l’anticorruzione lo sia.

Sulla prescrizione ci sono opinioni diverse, ma alla ripresa troveremo una soluzione definitiva.

Tuttavia ricordo che l’aumento delle pene per la corruzione ha gia’ comportato di conseguenza anche un aumento dei tempi di prescrizione per quei reati”. Il ministro annuncia poi che sulle carceri “entro sei mesi arriveremo, per il calo dei detenuti in attesa di giudizio e l’apertura di nuovi istituti, all’equilibrio tra numero dei detenuti e posti disponibili”: “Saremo tra i 52 e i 53 mila”.