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“Non si può ridurre tutto a un sì o a un no. È un problema complesso: il reato di clandestinità va affrontato, ma meglio farlo nella riforma del sistema penale. Serve una soluzione di mezzo, intelligente”. Intervistato dal Corriere della Sera, il responsabile Giustizia Pd, David Ermini,spiega la “frenata” sulla cancellazione del reato di clandestinità.

 

Ermini ricorda che la Commissione Giustizia, di cui fa parte ha “fatto presente al governo le obiezioni del procuratore Antimafia Roberti”, ma sottolinea che “la valutazione sull’opportunità politica spetta all’esecutivo”.

 

Il reato di clandestinità, dice, “Così com’è ora, è ridicolo. Viene punito con una sanzione, un’ammenda da 5 mila euro…. Ma chi si mette su un Tir o in mare, ha paura di una multa così? Che, tra l’altro, non pagherà mai”.

 

Per Ermini la soluzione a un problema che non si può ridurre “tutto a bianco o nero” è rivedere “tutti i tipi di condotta” e inserirlo “nel disegno di legge di riforma del sistema penale, che è al Senato e deve tornare alla Camera”.E sulla possibilità di allungamento a dismisura dei tempi assicura “il processo penale lo portiamo a casa. Abbiamo dimostrato che le riforme le facciamo, no?».

 

Incalzato nuovamente sull’abolizione effettiva del reato nell’ambito della riforma penale, chiarisce: “Valutiamo i tipi di condotta. Per alcuni va abolito, per altri rafforzato”.Non solo per gli scafisti, “anche per chi non ha diritto a stare qui”.