MERCHANDISING MOVIMENTO 5 STELLE M5S

“Il depistaggio di Grillo e compagnia su Quarto è preoccupante. Se il voto è stato inquinato dai voti della Camorra il consiglio comunale non “può” essere sciolto ma deve essere sciolto. Non sono i grillini a decidere ma la legge. Il sindaco di Quarto poi cominci a spiegare perché appena eletta ha revocato la proposta preliminare del piano urbanistico comunale presentata dalla commissione straordinaria antimafia. Inoltre perché non ha denunciato il tentativo di estorsione del consigliere M5S Giovanni De Robbio, ma ha aspettato che emergesse dalle indagini? E perché lo stesso sindaco ha ritrattato le sue dichiarazioni, rese davanti ai pm e messe a verbale, dicendo di non aver subito minacce da quel consigliere? A Quarto il M5S si è autoleso con comportamenti nebulosi e ora con un atteggiamento omertoso. Perché i 5 stelle hanno così paura di appurare la verità su Quarto?”. Così il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini.

 

“Quali urgenti iniziative intende assumere il ministro dell’Interno per monitorare la gestione dell’amministrazione del comune di Quarto e il relativo contesto socio-economico, verificando se non sussistano le condizioni per il suo commissariamento”. Lo chiede Emanuele Fiano, responsabile nazionale Sicurezza e Riforme del Pd, in un’interrogazione al ministro Alfano, di cui è primo firmatario.

 

“E’ emerso infatti – spiega Fiano – un quadro preoccupante che getta un’ombra pesante sulla legalità e sulla trasparenza dell’amministrazione del comune campano, che sembra fortemente condizionata dalla presenza della criminalità organizzata. Secondo quanto riportato dalla stampa – prosegue Fiano – l’inchiesta della procura di Napoli avrebbe evidenziato preoccupanti tentativi di condizionamento del voto nelle elezioni del maggio scorso per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Quarto, da parte di ambienti legati alla camorra soprattutto nel turno di ballottaggio che portò alla vittoria della candidata del M5s, Rosa Capuozzo”.

 

“Siamo al limite della reticenza. Le parole di Fico sono peggio di un imbarazzato silenzio. Dove sono Grillo,  Di Maio e soprattutto Casaleggio?”, si chiede Ernesto Carbone, in riferimento alla vicenda delle intercettazioni della procura di Napoli sul voto di camorra alle comunali di Quarto: “Esiste un dato politico  sul quale sorvolano con leggerezza: Quarto è il feudo elettorale degli stessi Di Maio e  Fico. Da quella sede,  nella loro campagna elettorale,  facevano grandi rampogne moraliste senza però mai  accorgersi che l’onda che spingeva i 5 stelle era un’onda sporca. Aspettiamo fiduciosi chiarimenti. Per i 2 guru è tutto a posto?”.    

 

Riprende poi Carbone, replicando alla difesa dei pentastellati che si definiscono parte lesa: “M5S parte lesa nella vicenda di Quarto? Spieghino allora perché votarono contro il reato  per voto di scambio politico-mafioso mentre  oggi non si pongono neanche il problema delle dimissioni di un sindaco che potrebbe dovere la sua elezione  proprio a quei voti. A pensare male si fa peccato ma di solito… “.    

 

“Siamo convinti che Grillo e Casaleggio siano uomini d’onore e che, nonostante la scivolata fatta dal comico genovese, quando disse che la mafia non esiste, i due siano altresì sicuri che la malavita organizzata sia un male da estirpare”, afferma Stefano Esposito, che continua: “Il problema è che glielo abbiamo sempre sentito dire accusando gli altri,  mentre tacciono imbarazzati quando tocca a loro, come  a Quarto. E’ il caso quindi, come da me richiesto già ieri, che gli amministratori di Quarto  vengano auditi in commissione antimafia. Se poi i due capi-guru del movimento fornissero anche qualche spiegazione politica su quanto accaduto sarebbe molto utile”.

“Aspettavamo un post, una dichiarazione, una spiegazione, anche delle semplici scuse. Il silenzio di Di Maio, Di Battista, Fico e dagli altri leader del giustizialismo grillino su Quarto è invece assordante”, scrive sul suo profilo Facebook Anna Ascani, proponendo, o meglio, riproponendo “qualche domanda a cui dovrebbero trovare il tempo di rispondere. Nell’interesse prima di tutto dei cittadini. Conosco gli impegni legati al lavoro di parlamentari, ma  confido che riescano a trovare qualche minuto per chiarire questa vicenda che, a giudicare dalla loro presenza assidua in quel territorio, dovrebbero conoscere bene:

    1. Perché il sindaco Rosa Capuozzo non ha denunciato il tentativo di estorsione del consigliere M5S Giovanni De Robbio, ma ha aspettato che emergesse dalle indagini?

 

  • Perché lo stesso sindaco ha ritrattato le sue dichiarazioni, rese davanti ai pm e messe a verbale, dicendo di non aver subito minacce da quel consigliere?

 

 

  • È vero che il sindaco vive in un immobile in parte abusivo la cui richiesta di condono sarebbe stata inviata ancora prima della realizzazione dell’immobile stesso?

 

 

  • È vero che ha invocato “lezioni esemplari” per un consigliere di opposizione?

 

 

  • Perché il consigliere il 14 dicembre, quando la vicenda cominciava ad emergere è stato inizialmente solo sospeso, mentre chi in passato ha avuto la colpa di frequentare un talk TV è stato espulso immediatamente?

 

 

  • È vero che il consigliere ha ottenuto di far parte della commissione urbanistica che si occupa di piano regolatore?

 

 

  • Perché i leader del Movimento 5 Stelle che quando si tratta di casi legati ad altri partiti invocano elezioni, azzeramento, carcere a vita, ghigliottina, tacciono? Forse per le numerose foto che li ritraggono in compagnia del signore indagato?”.

 

 

“Come ho già preannunciato alla Presidente, martedì nella riunione dell’ufficio di presidenza della Commissione Antimafia chiederò, a nome del Pd, di audire gli inquirenti e la sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo. Chiederò inoltre di ascoltare anche il Prefetto per capire le questioni legate alla Commissione d’accesso. Serve fare chiarezza ed è quanto è stato fatto in altri casi analoghi”.

 

“Se c’è una parte lesa in questa vicenda sono da un lato la legalità e dall’altro i cittadini di Quarto. Non è concesso ai Cinque stelle di recitare la parte degli offesi, nessuno in tema di legalità e di contrasto alle mafie può sentirsi intangibile. Comprendiamo lo sgomento di un movimento che è nato per praticare l’antipolitica, ma ora è necessario che le istituzioni chiariscano i contorni di una vicenda inquietante”.

Lo dice il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia.

 

“Il professionista delle urla e degli insulti Alessandro Di Battista riprende oggi il suo lavoro abituale. Sempre attento ad accusare e puntare l’indice contro tutti, si è distratto soltanto quando chiedeva i voti per il M5S a Quarto. Quando c’era la camorra in azione a sostegno del suo movimento, forse guardava da un’altra parte. Farebbe bene anche lui a chiedere chiarimenti ai suoi compagni di direttorio che proprio nel comune campano hanno trovato consensi consistenti e di provenienza tutt’altro che limpida”. Lo dichiara la vice presidente del Gruppo Pd della Camera Alessia Morani.

 

“Che il Movimento Cinque Stelle abbia dimostrato con i fatti la propria incapacità di governo è un dato di fatto. Ed è dimostrato dalle gestioni disastrose dei pochi Comuni che amministrano, dove sono ormai diversi gli esempi che rivelano con evidenza il loro fallimento”. Così Matteo Mauri, vice presidente vicario dei Deputati Pd.

 

La senatrice Rosa Capacchione sollecita il ministro Alfano a rispondere all’interrogazione che ha presentato: “Se le ultime notizie su Quarto venissero confermate, ci troveremmo di fronte all’ennesimo episodio gravissimo di infiltrazione criminale nella vita democratica di enti locali del nostro Paese. Negli scorsi mesi ho presentato due interrogazioni al ministro Alfano per chiedere di approfondire alcune vicende sul presunto condizionamento camorristico dell’attività del Consiglio comunale di Quarto. Oggi, dopo le intercettazioni che coinvolgono De Robbio, il candidato M5S più votato per il consiglio comunale di Quarto, è ancora più urgente che il ministro intervenga al più presto”.

“Credo che il Movimento 5 Stelle farebbe bene a essere più prudente nello spacciarsi come il moralizzatore del sistema e della politica italiana. Del resto il silenzio di Grillo e Casaleggio – continua – è il segno evidente del loro imbarazzo. Diversi esponenti di primo piano del Movimento 5 Stelle hanno fatto campagna elettorale in lungo e in largo in quel Comune per far vincere i loro amici grillini che, stando alle intercettazioni, avrebbero anche stretto un patto con un imprenditore vicino a un clan mafioso. Per oltre vent’anni i condizionamenti mafiosi hanno impedito in quel comune il corretto esercizio delle pratiche amministrative e del diritto di voto. E’ arrivato il momento di interrompere questo scempio – conclude Capacchione – e per questo chiedo al ministro Alfano di intervenire con urgenza, anche rispondendo alle mie ripetute interrogazioni”.