#3ottobre - giornata dei migranti

In occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, Lampedusa ricorda oggi le 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013, quando un barcone carico di migranti si inabisso’ davanti all’Isola dei Conigli.

Solo in 155 si salvarono.

 

Numerose le iniziative organizzate sull’isola, dove da giorni si trovano 200 studenti, provenienti da tutta Italia ed Europa, accompagnati dai loro insegnanti, per confrontarsi sui temi dell’immigrazione, nell’ambito del progetto: “L’Europa inizia a Lampedusa”, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre.

 

Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone: “In questi giorni a Lampedusa tanti giovani si sono incontrati con gli studenti del luogo per confrontarsi su ciò che vogliono dire concretamente parole come inclusione, integrazione e accoglienza.

Oggi ci ritroviamo tutti insieme, cittadini, studenti, istituzioni, a riflettere su cosa sta avvenendo nelle acque di fronte casa nostra e su cosa possiamo fare concretamente per affrontare al meglio questa situazione. Laddove ci sono governi che alzano muri e barriere, la scuola mostra di essere ‘maestra di vita’, mostrandoci la via dell’accoglienza e dell’apertura, praticata naturalmente dai ragazzi”.

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“Oggi 3 ottobre è Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, parole impegnative che richiedono di essere pronunciate con consapevolezza”. Lo scrive il presidente nazionale dell’Anci Piero Fassino, in un articolo pubblicato sul sito dell’Associazione, in cui ribadisce l’impegno dei Comuni in occasione della ‘Giornata della Memoria e dell’Accoglienza’.

“Memoria – sottolinea Fassino – per non dimenticare quei bambini, quelle donne, quegli uomini che hanno trovato la morte in un viaggio che per loro era della speranza. Non dimenticare l’abisso di povertà, di fame, di dolore da cui fuggivano. Una condizione umana di sofferenza e di sottosviluppo che richiama la responsabilità delle nostre nazioni ricche di agire – con investimenti e politiche di cooperazione economica e sociale – per far sì che anche in quei luoghi disperati si possano creare opportunità di sviluppo e di vita dignitosa”.

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“Oggi ricordiamo le donne, gli uomini e i bambini che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere il nostro Paese sfuggendo a guerre, persecuzioni o miseria, le 368 persone che il 3 ottobre 2013 morirono in mare a Lampedusa. Ricordiamo loro ma anche tutti gli altri, decine di migliaia di corpi, speranze, ingiustizie. Non possiamo limitarci a ricordare però, bisogna fare di più, l’Europa deve fare di più – così la Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli, che aggiunge – Servono nuove politiche migratorie, per la pace e per lo sviluppo: devono essere l’obiettivo di un continente che non può continuare a lasciare soli i Paesi di arrivo, che deve confrontarsi con flussi che non sono più emergenza ma diventeranno strutturali, e che non deve permettere che si ergano muri o che si diffondano pericolose strumentalizzazioni politiche cariche d’odio e violenza ma soprattutto che deve lavorare per far si che il mare Mediterraneo non si trasformi in un grande cimitero, una vergogna per l’Europa intera. Sono fiera del nostro Paese, dell’umanità che mostra nel salvare vite, del coraggio con cui rifuggiamo alla tentazione di chiuderci e di quanto fanno, quotidianamente, le forze dell’ordine, i volontari, le associazioni. E’ questa l’Italia, non quella di chi resta indifferente.  Per questo sono felice della scelta della Rai3 di trasmettere oggi  “Fuocoammare”, di Gianfranco Rosi, un film bellissimo che rappresenterà l’Italia agli Oscar, immagini che raccontano al mondo la disperazione e il coraggio di chi lascia la propria terra e il grande cuore di Lampedusa.”

Da Budapest a Lampedusa, un filo rosso per salvare l’Europa. Di Marco Pacciotti su Unita.tv