Grande svincolo autostradale
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Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, in una intervista all’Unità, traccia il bilancio dei due anni del governo Renzi. E spiega che delle riforme fatte “la più difficile è stata sicuramente quella del Jobs Act, anche a causa della descrizione che ne veniva fatta. Gli attacchi più duri che abbiamo ricevuto per questa riforma era dovuti al fatto che secondo alcuni avrebbe tolto diritti. Oggi i risultati raccontano altro e nel medio e lungo periodo sono certo che saranno ancora più incisivi. Il Jobs act è stata prima di tutto una battaglia culturale di cambio radicale per poter garantire maggiore protezione sociale, maggiori tutele a chi prima non ne aveva affatto, c’è un allargamento della nuova Asp (i nuovi ammortizzatori sociali) e soprattutto il Paese ha finalmente fatto un salto in avanti verso la modernità”.

 

E per il futuro sottolinea: “Credo siano due le riforma più urgenti da portare a termine: quella costituzionale e quella della pubblica amministrazione. La prima conferma i principi della prima parte della nostra Costituzione ma rende più efficace la seconda e supera finalmente il bicameralismo perfetto. La riforma della Pubblica amministrazione ha come primo obiettivo quello di recuperare la fiducia dei cittadini trasformando la percezione stessa che si ha dello Stato. Lo Stato diventa amico, più semplice e trasparente nei suoi atti. Il Pin unico con cui accedere a tutti i servizi sarà una vera rivoluzione nel rapporto tra cittadini e amministrazione”, “noi abbiamo avviato un enorme cambiamento e i risultati si vedranno molto presto. Abbiamo creduto nella digitalizzazione e su questa abbiamo puntato. Oggi ci sono le fatture digitalizzate, è partito il processo telematico digitale, si stanno facendo importanti passi in avanti”.

 

Infine una battuta sulla Salerno- Reggio Calabria: “Quell’opera è l’emblema dell’Italia che non porta a termine ciò che inizia, ma vedrà che riusciremo a sfatare quel mito”.