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Dieci pensierini volanti per questa E-News

1) Domani a Caserta. Dare una chance al sud, alle sue bellezze, alle sue eccellenze: questo uno dei compiti principali del Governo nel 2016. E per questo abbiamo predisposto alcune misure ad hoc, a partire dal credito di imposta. Farlo in un territorio come Caserta vale doppio. Domani con il Ministro Franceschini e il Ministro Pinotti consegnamo alla Cultura altri spazi, bellissimi, di questo luogo così impressionante. E dal Teatro della Reggia continuiamo il nostro tour in tutte le province: prossime tappe Matera e Mantova. L’Italia della cultura, dei teatri, dei valori, delle idee, dell’educazione è l’Italia di cui ha bisogno il mondo.

 

2) I dati sul lavoro non fanno più notizia. Forse perché sono positivi. Attendiamo i dati finali di INPS, ma le prime stime dicono che il JobsAct abbia prodotto un aumento di quasi mezzo milione di contratti a tempo indeterminato. Quasi mezzo milione di contratti a tempo indeterminato in un solo anno. E meno male che il JobsAct non ha funzionato, come dicono i gufi: se avesse funzionato, chissà che risultati! Scherzi a parte, il fatto che crescano i mutui, che i ragazzi abbiano più tutele e più certezze, che finalmente il mercato del lavoro abbia cambiato verso, è un elemento cruciale per il futuro del nostro Paese. Avanti tutta!

 

3) Europa. Nessuna polemica con l’Europa da parte nostra. L’Italia chiede semplicemente che ci siano le stesse regole per tutti, dall’energia al surplus commerciale, dall’immigrazione agli aiuti di stato. Tutto qui. Difendendo questo principio, difendo l’Italia: se qualcuno pensa che noi possiamo essere telecomandati da Bruxelles, ha sbagliato premier. Ma difendo anche l’Europa. In un momento come questo, con le tensioni politiche in Polonia e lo stallo istituzionale in Spagna, con il referendum inglese e l’immigrazione balcanica, le istituzioni di Bruxelles hanno bisogno di farsi aiutare dai veri europeisti, non di aprire polemiche sterili. Cercheremo di dare una mano, con gentilezza e fermezza. Ma senza cappello in mano. L’Italia non ha bisogno di essere salvata da nessuno, men che mai delle istituzioni comunitarie. Che invece devono fare di più sulle partite vere: immigrazioni, politiche economiche, cultura e valori, innovazione.

 

4) Flessibilità. Oggi Juncker ha anche evidenziato come sia stata la Commissione da lui presieduta a affermare un principio molto importante di flessibilità. Vero, verissimo. Dopo il lavoro del semestre italiano la Commissione ha accolto il principio di una flessibilità annuale pari al massimo all’1% di Pil (chi vuole qui trova un video interessante). L’Italia sta dentro queste regole, avendo richiesto flessibilità totale per lo 0,8%. Insomma, noi continuiamo a rispettare le regole che devono valere per tutti. E sappiamo che il presidente Juncker è stato eletto sulla base di un accordo politico, che comprendeva flessibilità e investimenti. Noi non abbiamo cambiato idea.

 

5) Unioni Civili. Dibattito molto acceso in vista del voto del 28 gennaio. Comprensibile. Siamo l’unico Paese europeo senza una normativa sulle unioni civili e vogliamo colmare il ritardo. Spero solo che il dibattito dei prossimi giorni si mantenga serio e serrato sui veri punti di merito, senza trasformarsi in uno scontro ideologico. La questione non è semplice e mentre su molti punti l’accordo mi sembra solido, ci sono questioni su cui ancora le distanze sono ampie. E forse lo resteranno al punto che sarà il voto segreto, tipico in discussioni sui diritti e sui valori, a definire le scelte. Quello che è certo è che nel giro di qualche settimana avremo finalmente approvata una legge attesa da decenni. Mi auguro che si concluda l’iter esercitando la nobile arte del confronto, ascoltandosi, rispettandosi, dialogando. E non è una questione di buonismo, è una questione di buon senso.

 

6) Pubblica Amministrazione. Mercoledì sera, dopo il voto sulle riforme costituzionali al Senato, il Consiglio dei Ministri si riunirà in notturna per discutere di pubblica amministrazione. Tra i principi che giudico più interessanti, il licenziamento immediato di chi viene scoperto a timbrare il cartellino e poi se ne va (e se il dirigente non procede, licenziamo anche il dirigente!). Ci sono centinaia di migliaia di persone perbene che vengono infangate dai truffatori: è l’ora di farla finita. In arrivo anche novità sulle partecipate, sulla riduzione dei corpi di polizia e soprattutto sui tempi di autorizzazione e di concessione dei permessi. Un’Italia più semplice è possibile. Facciamola, tutti insieme.

 

7) Agroalimentare. Nei prossimi 3 anni il protocollo d’Intesa fra Ministero delle politiche agricole e Intesa Sanpaolo permetterà lo stanziamento di 6 miliardi di credito per l’agroalimentare. Che diventeranno 10 miliardi nei prossimi anni e creeranno circa 70mila posti di lavoro. Un settore, quello dell’agricoltura, che è una parte importante dell’impegno del nostro Governo: lo dimostrano il calo delle tasse agricole, lo dimostra anche simbolicamente il cambio di nome, visto che questo Ministero diventerà il Ministero dell-€™Agroalimentare (inorridisco all’idea che gli amanti degli acronimi che hanno portato al Mef, al Miur, al Mibact, possano chiamarlo il Maga!). L’identità italiana passa anche dal rilancio di questo settore.

 

8) Immobili. Uno dei settori che ha pagato di più la crisi economica è stato il settore immobiliare. Per questo motivo nella legge di stabilità abbiamo inserito tante misure che possono favorire il rilancio di questo mercato: l’eliminazione della tasi e imu sulla prima casa, l’imu ridotta per la concessione in comodato ai figli, l’eco bonus per le ristrutturazioni edilizie, il dimezzamento dell’iva per l’acquisto della prima casa, se è in classe A o B di efficienza energetica. Ci sono già dei segnali importanti sulla ripresa del settore come il +97% sui mutui. Noi però oltre alla misura sulla stabilità siamo convinti che il settore pubblico debba liberare risorse. Un piccolo esempio riguarda i fari inutilizzati. Abbiamo messo a gara 11 fari che saranno concessi in affitto per 50 anni a chi li recupererà, valorizzerà e restituirà al patrimonio paesaggistico del nostro paese. Sono arrivate 39 proposte da parte di soggetti più diversi: associazioni ambientali, investitori, anche dall’estero. È un altro passo per riscoprire le meravigliose risorse del nostro territorio. Scommetto che il 2016 sarà l’anno della ripresa dell’immobiliare.

 

9) Referendum. Quinto passaggio per le riforme costituzionali mercoledì 20 gennaio, stavolta al Senato. Poi il voto finale alla Camera ad aprile e dunque il referendum a ottobre. Mi fa sorridere l’atteggiamento di chi dopo averci accusato di aver concepito riforme nel chiuso delle stanze del potere, adesso ci contesta il referendum: “€œVolete il plebiscito!”€. Mi verrebbe voglia di dire: ragazzi, mettetevi d’accordo con voi stessi. Se votiamo in Parlamento, siamo autoreferenziali; se votiamo nel Paese, siamo plebiscitari. In realtà dare la parola al popolo per la scelta definitiva è un dovere. Saranno i cittadini ad avere l’ultima parola. E io ho già preso il solenne impegno di essere conseguente: se perderemo il referendum, lascerò la politica. In Italia la cosa fa notizia perché chi è al potere -€“ di solito -€“ non lo lascia neanche sotto tortura. Ma il potere ha un senso se ti permette di fare le cose, di cambiare il Paese. Non serve stare al potere perché nulla cambi. L’etica della responsabilità prevede che se uno perde, perde. E non può dare la colpa agli altri. Abbiamo avuto una classe politica campionessa mondiale di alibi, sempre pronta a trovare un buon capro espiatorio. Quel tempo è finito. Se dopo aver cambiato la legge elettorale, le tasse, il lavoro, la scuola, la pubblica amministrazione, la giustizia civile gli italiani vorranno mandarci a casa, è loro diritto farlo. Ed è mio dovere prenderne atto. Non siamo più ai tempi in cui le poltrone erano per sempre. Detto questo, io il referendum vorrei vincerlo. Perché credo che semplificare l’Italia sia l’unico modo per renderla più giusta e efficiente. E dunque farò di tutto perché i Sì siano tantissimi. Mi date una mano?

 

10) Corso di Formazione del PD. Ultimi giorni per chiedere informazioni sul corso di formazione under 35 organizzato a Roma dal PD. Solo studiando e approfondendo supereremo questa stagione di mediocrità. Per informarsi: email organizzazione@partitodemocratico.it

 

Qui il video del mio colloquio a Repubblica TV di martedì scorso.

Non vi sarò mai sufficientemente grato per l’amicizia che mi dimostrate con le vostre email. E anche per le vostre critiche o i vostri suggerimenti: aiutano davvero a riflettere.

Un sorriso,
Matteo