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“Mentre l’Istat ci disegna un quadro della situazione economica e sociale in parziale, ma significativo miglioramento; mentre in Parlamento stiamo esaminando provvedimenti di riforma attesi da anni, dalle unioni civili al conflitto di interessi, dall’editoria all’omicidio stradale soltantoo per citare le ultime due settimane; mentre in Europa l’Italia sta conducendo una battaglia politica per uscire definitivamente dalla logica dell’austerità e rilanciare la crescita, e per condividere soluzioni efficaci di fronte alla drammatica emergenza dei rifugiati e dei profughi, una parte della minoranza del PD chiede un congresso anticipato per discutere “l’identità politica” del nostro partito.

Ho molto rispetto per gli esponenti del nostro partito che non si riconoscono nella linea del segretario e della sua ampia maggioranza, costituita oggi da sensibilità diverse che vanno oltre coloro che all’ultimo congresso hanno votato per Renzi. Ritengo anche che, a fronte di un bilancio fortemente positivo dell’azione di governo e di un lavoro che non esito a definire eccezionale dei nostri gruppi parlamentari, la situazione organizzativa del PD meriti un approfondimento e un’attenzione maggiore, in particolare di fronte a divisioni e tensioni all’interno dei gruppi dirigenti del territorio e a fenomeni di disaffezione che qui e là si manifestano. Ma non capisco proprio come si possa sostenere ora la necessità di un confronto congressuale agitando lo spettro di un presunto ‘snaturamento’ del PD.

Il profilo ideale e politico del nostro partito non lo si definisce sulla base della provenienza dei voti che al Senato otteniamo sui singoli provvedimenti, ma sui contenuti della nostra azione di governo”. Continua a leggere sul sito di Marina Sereni vicepresidente della Camera dei deputati.