Imagoeconomica
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“In questi anni abbiamo sempre trovato indisponibilità da parte delle altre forze politiche”, ora le primarie stanno diventando “lo strumento attraverso cui la politica allarga ai cittadini ambiti di partecipazione anche con cessioni importanti di sovranità, aiutando a riannodare i fili tra la politica e i cittadini”, dunque “penso sia effettivamente giunto il momento di confrontarci in Parlamento per regolamentarle. E’ un investimento che deve fare tutta la politica per cambiare”.

Lo dice il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, in un’intervista al Messaggero, sottolineando che ci si potrebbe arrivare con la legge sui partiti già in discussione: “Una regolamentazione per legge per chi le vuole adottare, rafforzando i requisiti di controllo da parte di un soggetto pubblico esterno ai partiti”.

 

Quelle online? Sono “un simulacro di partecipazione, con numeri molto bassi”, afferma. No all’idea di riservarle ai soli iscritti: “Sono uno strumento di allargamento del processo decisionale”, poi nel Pd “stiamo anche ragionando sul ruolo degli iscritti, ma riguarda la scelta degli organi interni”.

 

Quanto alla direzione Pd di domani, Guerini si augura che “in maniera convinta e coesa si dia l’orizzonte dei prossimi impegni. Che sono le prossime amministrative e il referendum costituzionale di ottobre” e “immaginare oggi che vi possano essere dentro al Pd figure che non si mobiliteranno, mi pare una cosa irrealistica”.