piedi incatenati di un carcerato
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“È un importante risultato il fatto che la Corte di Assise di Roma abbia ritenuto acclarata l’esistenza del Piano Condor, condannando all’ergastolo con isolamento diurno 8 imputati – essenzialmente i vertici dei governi sudamericani dell’epoca – ma resta una profonda amarezza per l’assoluzione di molti imputati dei quali si ritiene, richiamando il capoverso dell’art. 530 c.p.p., che non fosse provata, al di là di ogni ragionevole dubbio, la loro partecipazione ai numerosi omicidi contestati.
Le motivazioni chiariranno se la sentenza, oltre a meritare il doveroso rispetto, debba essere anche oggetto di appello da parte delle vittime, essendo rimasti senza un colpevole orribili crimini che hanno lasciato sgomenti i congiunti delle vittime costituitesi parte civile, e il Frente Amplio, il partito di governo uruguaiano che, costituendosi sin dall’udienza preliminare, ha visto affermare per la prima volta nella storia giudiziaria italiana il diritto di un partito straniero a costituirsi parte civile in un processo di matrice politica, peraltro afferente vicende così risalenti nel tempo.
A questo punto come Partito Democratico e come rappresentanti di PD e Frente amplio, essendo intervenuti nel processo a sostegno delle vittime sin dall’udienza preliminare, auspichiamo che, proprio partendo dal riconoscimento giudiziale del sistema Condor, possa intervenire un ulteriore approfondimento, soddisfacendo così la sete di giustizia che anima incessantemente non solo i familiari dei desaparecidos, ma tutta la nostra comunità”.

Eugenio Marino, responsabile italiani del mondo del PD
Luciano Vecchi, coordinatore dipartimento Esteri del PD
Fabio Porta, Presidente del Comitato italiani nel mondo e sistema Paese della Camera
Antonello Madeo, legale di PD e Frente Amplio