Stefano Carofei / Imagoeconomica
Stefano Carofei / Imagoeconomica

“Sembrano molto lontani i tempi in cui dicevano che l’immigrazione era una questione europea, e lo dicevamo in beata solitudine, ma era solo un anno fa. Noi pensiamo sia un fatto di portata storica che si risolve lavorando alla radice: ci sarà un motivo per cui continuiamo a investire in un rapporto diverso con i Paesi africani. E’ una scelta strategica tornare a investire nei Paesi di provenienza di questi ragazzi”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, intervendo al Senato sul Consiglio Europeo. “Se pensiamo che oggi il maggior investitore in Africa è la Cina, vogliamo permetterci di dire all’Europa che quella è la premessa”.

 

“L’Europa che immaginiamo sarà una comunità o soltanto un contratto?”, si chiede  Renzi e aggiunge che “vanno fatti tutti gli sforzi necessari per tenere il Regno Unito all’interno dell’Unione”. La Brexit sarebbe “un danno drammatico per gli inglesi ma se uno dei grandi Paesi del G7 decide di fare a meno dell’Europa il messaggio va oltre la riduzione a 27. Sarebbe un fatto di gravità assoluta, sarebbe un segnale di controtendenza di portata storica, di una forza impressionante. Noi siamo per un compromesso”.

 

La questione immigrazione che è per il premier “questione  europea e quindi la risposta deve essere europea. Noi siamo tra quelli che non hanno mai cambiato posizione” – ed aggiunge – “Chi non ha diritto all’accoglienza va rimandato a casa. Serve il rispetto delle regole”.

 

“Come Italia pensiamo che l’Unione Europea sia una comunità, che condivida un destino non solo un vincolo, idee non solo fondi. Perché quando si parla di fondi sono tutti in prima linea ma quando si tratta di condividere idee, lì l’atteggiamento sembra essere profondamente differente”.

 

Sul ruolo del nostro paese in Europa, “solo chi non vuole vedere, può giudicare la nostra la posizione in Ue come quella di chi batte i pugni sul tavolo per ottenere un decimale economico in più. Il decimale in più ce lo possiamo prendere senza bisogno di battere i pugni: abbiamo il deficit più basso negli ultimi dieci anni, siamo terzi dopo Germania e Olanda per contenimento del debito”.  “Spagna e Regno Unito hanno fatto un abbassamento di tasse totalmente finanziato in deficit. Se dobbiamo prenderci spazi economici pensate che sia questa la strada?”, chiede Renzi.

 

E aggiunge: “Se c’è qualcuno che pensa che usiamo la questione europea come diversivo, sbaglia, non intendo scrivere un libro sui mali dell’Europa, ho la responsabilità di un paese che si presenta come un paese ha fatto le riforme”.

“Noi le riforme le abbiamo fatte – ha aggiunto Renzi -, noi la nostra parte l’abbiamo fatta: andiamo al consiglio europeo per dire che per noi l’Europa non è un contratto, è qualcosa di più, un sogno, forse oggi un sogno un po’ stropicciato”.

 

 

“Quando in un anno c’è un più 764mila contratti a tempo indeterminato, sarà anche un caso o un colpo di fortuna, ma possiamo dire che quelle 764mila vite ringraziano la politica nel suo complesso che ha finalmente semplificato le regole?”.

 

Ricordando poi la visita all’isola di Ventotene, Renzi ha illustrato il progetto del servizio civile europeo:  “Lanceremo la proposta entro il mese di marzo”, affinchè non sia “solo un luogo della memoria. Piange il cuore nel vedere come è ridotto il carcere nell’isola di Santo Stefano. Il nostro obiettivo è farlo diventare una foresteria per i giovani studenti europei e che possano avere per tutta l’estate delle occasioni di valorizzazione, nel ricordo di Spinelli, di Rossi, dei loro compagni”, ha concluso.