Testa sotto la sabbia

 

Per Ernesto Carbone, quella di di Maio è la “triste parabola di una ‘brillante promessa’”. Sottolinea il responsabile Innovazione e Made in Italy della segreteria Pd: “una volta il loro leader Grillo era favorevole alla depenalizzazione del reato di diffamazione perché intimidatorio e contrario ai principi di libertà, oggi loro non fanno che minacciare querele e giustificarsi da ‘attacchi diffamatori’.

Una volta sbeffeggiavano la politica fondata sui sondaggi, oggi li prendono come stella polare per non dare risposte nel merito.

Comprendiamo, però, la disperazione di Di Maio: da leader in pectore, farsi commissariare in video sul web da un Di Battista qualunque deve essere stato un colpo durissimo…”, conclude Carbone.

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“Più particolari emergono su Quarto e più i 5 stelle sprofondano nella guazza delle loro bugie”. Così Stefano Esposito parlamentare del PD.

“Contraddizioni a non finire, ora sembra entrare anche una chat riservata del Direttorio. Cosa si dicevano?

Cosa c’era di tanto grave da dover essere tenuto nascosto agli altri?

Non sarà che per paura e per calcolo, il salotto buono dei 5 stelle ha pensato di cavarsela, facendo finta di niente? Zitti zitti e speriamo che passi nottata.

Ma siccome la nottata non passava, prima la balla della parte lesa e poi la solita corrida di epurazioni e fumo per confondere le acque, naturalmente sotto la coreografia della Casaleggio associati. Insomma sapevano tutto, anche se a loro insaputa”.

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Commentando la vicenda di Quarto, Anna Ascani, deputata del PD, ritiene che l’espulsione del Sindaco possa essere un depistaggio per salvare il direttorio.

“L’espulsione della Capuozzo arriva troppo tardi e la camorra c’entra poco. I 5 stelle a livello nazionale, come reso noto dai media, sapevano da novembre.Nonostante ciò, pochissimi giorni fa, Grillo e Casaleggio, l’avevano difesa con l’omertoso post degli 8 punti. E ora la cacciano solo per nascondere il comportamento opaco dei vari Di Maio e Fico, in sostanza del Direttorio. Una strategia vecchia e depistatoria decisa da Grillo e Casaleggio vista la situazione.

Ma come è possibile che due privati cittadini, mai votati da nessuno in nessuna occasione, decidano da soli e senza la minima trasparenza, della sorte di istituzioni pubbliche? Se poi lo slogan ‘uno vale uno’ ha un senso, allora è lecito aspettarsi l’espulsione dal movimento di tutti quelli che sapevano cosa stava accadendo a Quarto e non hanno denunciato”.

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“A Quarto si è capito, dalla tempistica, che i grillini sapevano. Ergo, sono giorni che raccontano bugie. Ogni giustificazione entra in collisione con quanto detto prima, in una sorta di domino surreale. Spuntano chat riservate su cui i furbetti del Direttorio pare dialogassero della limacciosa vicenda. Perchè tanto segreto?”, aggiunge Simona Malpezzi, deputata PD.

Poterlo sapere. Ogni giorno i pinocchietti a 5 stelle forniscono versioni diverse sui colloqui con la sindaco Capuozzo. Gliele suggeriscono il gatto e la volpe Grillo -Casaleggio?

La pulizia a Quarto l’avete fatta quando eravate parte lesa o mentre in silenzio assistevate alla lesione della legalià? Basta Riprendere le 8 domande del post di Grillo, sono la summa della cativa coscienza e delle contraddizioni dei 5 stelle su Quarto.