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“Il dato più inquietante che emerge da questa audizione è la totale sottovalutazione della gravità e della pericolosità delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel Movimento 5 stelle, che con tutta evidenza non ha anticorpi. Altro che bar del Pd, Fico, Nuti e Gaetti, in evidente difficoltà, invece che affrontare la questione organizzano un teatrino e cercano di delegittimare i commissari dell’Antimafia”. Lo dice il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia.

 

“Non solo Roberto Fico si è presentato in Antimafia con un atteggiamento arrogante e presuntuoso – prosegue Franco Mirabelli – ma ha anche fornito una versione dei fatti completamente discordante con quella della sindaca Rosa Capuozzo. Nei fatti ha accusato la stampa e il Pd di aver costruito un ‘caso Quarto’ per lui inesistente. In sostanza non sapeva e, secondo lui,  non era tenuto a sapere delle infiltrazioni della camorra nel paese napoletano. Non era al corrente di chi era De Robbio. Soprattutto non ha spiegato perché, di fronte alla richiesta fatta dalla sindaca dell’espulsione di De Robbio per le pressioni da lui esercitate per incontrare imprenditori su una vicenda notoriamente appetibile dalla camorra come quella dello stadio, l’abbia negata. In più, da presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha detto che la televisione è un mezzo pericoloso. Nell’ufficio di presidenza della Commissione Antimafia faremo le debite valutazioni – conclude Mirabelli – su un’audizione totalmente insoddisfacente e se non sia il caso di risentire Rosa Capuozzo per approfondire le molte discordanze”.

 

Per Sergio Boccadutri, “Fico non perde occasione per manifestare il suo pensiero sull’informazione: la televisione è pericolosa. Non solo, in un impeto di sincerità gli sfugge la sua opinione sui cittadini italiani: sudditi senza capacità di pensiero. Parole più che inopportune e molto gravi, a maggior ragione se a pronunciarle è chi presiede la Commissione di Vigilanza.

Forse pensa che solo il sacro blog sia fonte della verità. Lasci perdere, su Quarto altro che fango, la televisione ha fatto solo il suo dovere: informare.

Sbandierano la libertà di stampa fino a quando non si parla delle loro magagne, perché sui loro disastri la linea che deve essere osservata è quella di Casaleggio: silenzio assoluto”.