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“Le risposte fornite oggi nelle interviste dei vari Fico, Di Maio, aumentano i dubbi sulla ricostruzione dei fatti forniti dai 5 stelle sulla vicenda di Quarto.

 

Contraddizioni a non finire: il 16 dicembre, due giorni dopo l’espulsione di De Robbio, il sindaco al telefono dice che l’Antimafia vuol sapere tutto, lei stessa è stata interrogata due volte per quattro ore ed anche tutto il Municipio, che ricordiamo, è completamente in mano ai 5 stelle, guidati da un direttorio campano”.

 

Lo afferma Alessia Rotta, della segreteria nazionale Pd.

 

“Si fa veramente fatica a credere che nessuno sapesse. Il sindaco Capuozzo, parte lesa fino a poche ore fa, ora invece viene cacciata dal M5S. L’unica cosa lesa – conclude – e’ la verita’. Insomma, tra contraddizioni, retromarce, ridicoli post, il castello di carte del M5S, che vorrebbe i grillini al di sopra di ogni sospetto, sta crollando miseramente”.

 

“La difesa dei 5 stelle sulla vicenda Quarto è fragile ed inconsistente come una vecchia tavola tarlata”, dichiara Andrea Romano, che continua: “più parlano e più crescono le contraddizioni. Chiedono le dimissioni della sindaco Capuozzo ma non era la stessa definita da Grillo, Di Maio e dal Direttorio, prima silente ora straparlante, solo poche ore prima, come parte lesa? Continuare a costruire sulle bugie produce solo effetti indesiderati.

 

 

In proposito, se i 5 stelle non sapevano nulla dei ricatti, come mai hanno espulso De Robbio dieci giorni prima che uscisse la notizia che fosse indagato? Sono contraddizioni di un Movimento, quello di Grillo e Casaleggio, che a Quarto ha trovato la sua Waterloo morale, mediatica e politica”, conclude Romano.

 

“M5S continua ad annaspare e cerca disperatamente di spostare l’attenzione dai loro guai giudiziari di Quarto. Per non dare spiegazioni e non chiarire l’intera vicenda, il direttorio campano e compagnia, (tele)guidati da Casaleggio e associati, sparano numeri in libertà su presunti indagati che non trovano conferme neanche nei loro post. Sono alla disperata ricerca di diversivi mediatici dopo l’imbarazzante video del trio bananas in cui agli italiani hanno offerto solo minacce intimidatorie alla stampa. Giorno dopo giorno, continuano ad essere il peggio della vecchia politica.

 

“Da giacobini a piagnoni”. Per Stefano Esposito, “la vicenda di Quarto è il concentrato dell’ipocrisia a 5 stelle, della loro doppia morale,  giacobina quando linciano, piagnona quando li beccano con le mani nella marmellata”. Così Ernesto Carbone della segreteria PD.

 

Quarto è il fosso in cui sono caduti i 5 stelle, un fosso scavato  con le loro bugie, con  le mille contraddizioni a cui rispondono con pietose e imbarazzanti prestazioni video. E’ la tempistica dei fatti che svela le loro bugie, lo è il maldestro tentativo di Grillo,  Casaleggio e del Direttorio a guida campana, di insabbiare la vicenda. Ci hanno provato e gli  è andata male: a comando cantavano “la Capuozzo è parte lesa”, smascherati hanno cambiato motivo, “la Capuozzo si dimetta”, utile capro espiatorio da mostrare ai media e al popolo a 5 stelle frastornato e deluso per salvare un Direttorio imbarazzato e imbarazzante. Altro che “a loro insaputa”, sapevano e mentono”.

 

Sempre sulla cronologia dei fatti mette l’accento Anna Ascani, la cronologia “che smentisce le fantasiose ricostruzioni dei 5 stelle. Com’è possibile che il 16 dicembre la sindaca Capuozzo fosse sentita, insieme a tutto il Municipio, dalla magistratura e il direttorio, che è campano, non sapesse nulla? E, se non sapevano nulla, come mai i vertici dei 5 stelle hanno cacciato De Robbio prima ancora di venire a conoscenza del fatto che fosse indagato? La bufala della parte lesa conferma solo le enormi contraddizioni dei 5 stelle. In questo contesto, la cacciata della Capuozzo è solo un diversivo per coprire le responsabilità del direttorio”.

 

 

Il focus de Il Mattino sulla vicenda di Quarto