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IMMIGRAZIONE | Articolo
23 dicembre 2010

Imparo l'italiano e sono cittadino

La campagna del Pd




Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale del 4 giugno 2010 che disciplina le modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana, viene imposto di fatto l’apprendimento della lingua italiana senza predisporre nessun fondo e nessun servizio pubblico specifico.

Di contro è prevista l’espulsione a partire dall’anno prossimo per chi non superasse un esame d’italiano al terzo anno di residenza.

Un provvedimento a nostro avviso gravemente discriminatorio a cui vogliamo contrapporre forti
iniziative politiche e pubbliche di denuncia e di proposte a partire dalla Proposta di Legge presentata alla Camera e dalla campagna di denuncia e sensibilizzazione nazionale lanciata dal PD.

LA NOSTRA PROPOSTA


PERMESSO DI SOGGIORNO:

Frequentando gli appositi corsi, qualora il cittadino straniero acquisisca una conoscenza della lingua e della cultura italiana certificata a livello A2 entro 3 anni dal suo ingresso in Italia, può ottenere come incentivo l'abbreviazione dei tempi per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo anticipandolo a 3 anni rispetto ai 5 previsti.

PERMESSI ORARI DAL LAVORO:
Al momento della stipula del contratto di soggiorno per motivi di lavoro, il datore di lavoro deve riconoscere fino a 3 ore settimanali per la partecipazione ai corsi di apprendimento della lingua italiana.

CORSI NEI PAESI DI PROVENIENZA:
Organizzazione di corsi di lingua e cultura italiana nei paese da cui provengono gli stranieri

SESSIONI GRATUITE DI FORMAZIONE CIVICA:
Attraverso l'aiuto ed il contributo dei mediatori culturali, organizzazione di sessioni gratuite di formazione civica e di informazione sulla vita civile in Italia.

FINANZIAMENTO DEI CORSI:
Stanziamento di 30 milioni annui nell'apposito Fondo Nazionale per l'inserimento e l'integrazione dei migranti, finanziato con modalità innovative attraverso risorse pubbliche con il concorso di quelle private.