Oggi si conclude la due giorni del Partito Democratico, che ha riunito presso la Fiera di Roma, gli oltre 1000 delegati eletti nel territorio nazionale, nell'organismo più alto del PD, l'
Assemblea Nazionale presieduta da
Rosy Bindi.
Il dibattito odierno in plenaria: "
Il PD per il futuro dell'Italia", è dedicato alla situazione del Paese ed alle proposte che il PD metterà in campo e che ha già da tempo iniziato ad elaborare per uscire dalla crisi e avviare "
la Ricostruzione".
Alle 12.30 circa è prevista la replica del Segretario nazionale
Pier Luigi Bersani.
Si ricorda che è possibile seguire l'Assemblea Nazionale in diretta su
Youdem.TV, sul canale 808 di Sky, o in streaming sul canale
Youtube, oltre che su
Twitter e
Facebook.
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La giornata di venerdì
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Il Vicesegretario del PD,
Enrico Letta ha aperto il dibattito all'Assemblea Nazionale parlando della nuova fase che si prospetta per il nostro Paese, dopo l'insediamento del Governo Monti, spartiacque tra il "vecchio e il nuovo mondo".
“
Nulla sarà come prima, è finito un mondo che riportava tutto ad una politica sbagliata. Dipenderà da noi se quest’altro mondo che abbiamo davanti sarà migliore. La cosa importante è stato quello che ha fatto Bersani, rivendicare che il passaggio è stato possibile, perché ci sono state persone e movimenti che hanno colto il senso e il bisogno di questo cambiamento”.
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È cambiato il menu della politica. I giornali hanno abbandonato il vacuo quotidiano dei Bunga Bunga per ritornare dei problemi veri della vita e della politica. Il paese è pervaso da un senso di sobrietà che quasi sembra nuova. È cambiata l’intensità con cui il governo, quello Monti, ha ricominciato a preoccuparsi del Paese. Le parole chiave che abbiamo davanti sono concretezza e competenza. Riforma elettorale, primarie e incentivare il talento femminile restano le nostre priorità. Noi siamo capaci di rimettere il Paese a posto. Così
Ivan Scalfarotto all’Assemblea Nazionale del PD.
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"Non sappiamo se la crisi ci lascerà un mondo migliore o meno - ha ammonito
Barbara Pollastrini nel suo intervento chiaro e conciso all'Assemblea - non si può rimuovere il nodo vero: come si esce da una crisi del capitalismo? Colpire i Sindacati, ribaltare l’Articolo 18? Questo ci dice solo che serve una piattaforma dei progressisti, un pensiero condiviso, il senso ideale del nostro ruolo. La rivoluzione della dignità, il cambiamento di stili, sono necessari per rifondare una civiltà europea laica e un incontro di pensieri diversi. E vorrei aggiungere che dal pensiero delle donne verrà di molto buono in questo senso. Chi non costruisce la casa dei diritti, non costruisce la casa dei doveri, noi abbiamo evitato il baratro e mentre la destra è in affanno noi ci battiamo contro la recessione. Noi come PD proponiamo riforme a costo zero, parliamo del valore del lavoro, delle donne, di cittadinanza per gli immigrati, del valore di democrazia per scegliere i propri rappresentanti. Ma come dice Bersani, dobbiamo stare nella transizione per ricostruire l’alternativa. Dobbiamo unire disagi, indignazioni, aprire le finestre verso coloro che al momento sono estromessi dal Parlamento. Ci deve essere una miscela di civismo, ed una alleanza tra progressisti e democratici. Insieme ce la possiamo fare".
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Breve sintesi dell'intervento di Dario Franceschini
Questa Assemblea si svolge in una nuova situazione. Se confrontiamo i giornali di oggi e di qualche settimana fa sembra che parlino di mondi diversi. È scomparsa l’anomalia del berlusconismo e si comincia a parlare di questioni vere.
Abbiamo lavorato come PD per arrivare alla fine del governo Berlusconi e nascita di quello Monti: siamo stati determinanti. Oggi la situazione è molto difficile e ogni scelta va sempre mediata in Parlamento anche con il Pdl. Non passa nulla senza intesa tra PD e Pdl perché in Parlamento i numeri sono quelli.
Ma il governo opera in situazione difficile anche nel Paese: i vent’anni di berlusconismo e del egoismo sociale che ha creato hanno portato enormi problemi che non si recuperano immediatamente. La disgregazione ha spinto come primo sentimento alla protezione individuale a scapito del bene comune. Come si toccano alcuni privilegi scattano subito le proteste sociali e tutto questo sarà duro da superare.
Sulle liberalizzazioni si poteva dare di più, lo ribadiamo. I passi indietro del governo Monti sono stati fatti contro il nostro parere e non si coinvolga il PD in una responsabilità indistinta della politica.
Passato Berlusconi è ora di sviluppare la nostra missione e la nostra vocazione riformista anche sul piano europeo. Il dimensionamento di ogni scelta è comunque quello europeo.
Il Parlamento in poco più di un anno deve cambiare alcune regole attraverso un quadro d’intesa tra le forze che sostengono il governo Monti. Servono 3 cose: 1) nuovi regolamenti parlamentari; 2) il superamento del bicameralismo e il Senato federale con conseguente dimezzamento del numero dei parlamentari; 3) una nuova legge elettorale. Finito il berlusconismo occorre uscire dallo scema delle alleanze forzate e rompere quel sistema che le impone.
Il PD si presenti con il proprio simbolo e in un sistema di collegi uninominali. Senza timori, occorrerà andare anche verso un sistema proporzionale che spinga a premiare chi dichiara con chi si alleerà prima del voto e non dopo.
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Uno dei punti politici fondamentali di questo passaggio politico per noi, e negli interventi di questa assemblea ricorre spesso, è l' unità del partito e la necessità di sciogliere nodi. Lo abbiamo fatto per il lavoro che sembrava una mina messa appositamente per far saltare il partito e lo faremo per gli altri temi. uno di questi deve essere la modifica della legge elettorale, perchè non possiamo arrivare alle elezioni con il porcellum. Così
Franco Marini nel suo
intervento all'Assemblea Nazionale del PD
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Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori democratici ha introdotto il suo intervento parlando della crisi. “Ho paragonato la crisi ad un grande riflettore, che registra le difficoltà dell’Italia ed illumina un Paese vecchio, arretrato, ingessato. In questo senso, il contrasto del PD in questi anni al governo, non è stato contro Berlusconi, ma contro la sua politica, incapace di valorizzare l’Italia. Contro una politica populista che ha reso l’Italia incapace di competere in Europa e nel mondo. Noi - ha detto Finocchiaro - dobbiamo innescare una fase di trasformazione dell’Italia, come poche ce ne sono state negli ultimi anni. E proprio su questo cambiamento dobbiamo puntare e dire, basta afflizione. Ci sono imprese e famiglie che arrancano, che non riescono ad andare avanti, ma siamo nel momento in cui l’Italia si può trasformare. E noi, come PD, dobbiamo comunicare questo entusiasmo, questa speranza di un nuovo, attraverso la valorizzazione di una competizione pulita, regolata, dobbiamo garantire uguale accesso per tutti alle opportunità che il paese offre. Prima non era possibile pensare una tale operazione - ha ribadito - ma ora andremo in fondo ad ogni misura necessaria ed asseconderemo questo cambiamento".
Per quanto riguarda le riforme, Finocchiaro ha ribadito: “Sono d’accordo con Marini, non si può mettere in conto che si non si farà una nuova legge elettorale. Ma se così non fosse le primarie sono necessarie, anche se le vedo un meccanismo dispendioso di costi e energie che invece dobbiamo dedicare a cambiare la legge. Letta ha evocato la questione sul Mezzogiorno - ha concluso - ma su questo l’impegno deve essere nazionale, non affare dei meridionali, un altro dei tratti in inequivoci del PD".
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Sintesi dell'intervento di
Stefano Fassina, responsabile economia della Segreteria del PD. "La drammaticità del passaggio di fase che stiamo attraversando è ben rappresentata dai numeri che il FMI ha previsto per il 2012 e 2013, meno 0.2, dati che aggregati significano poco ma dietro ci sono le storie di attività che chiudono, lavoratori in cassa integrazione.
Il governo Monti ha segnato un punto importante nella discussione sui temi del lavoro, ha lavorato per il coinvolgimento unitario delle forze sindacali. E resiste all'offensiva culturale e politica che vede i corpi intermedi come corporativi e assegnando stessa natura ai pariti perchè sono vicini ai sindacati.
Il governo Monti ha aperto un tavolo di lavoro con sindacati e il Pd ha offerto un contributo fondamentale alla discussione sulla riforma del mercato del lavoro. Contributo non improvvisato, ma figlio di un percorso che và dall'assemblea nazionale dello scorso anno, alla conferenza sul lavoro di genova dello scorso giugno, agli incontri del forum lavoro".
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La replica del Segretario del PD Pier Luigi Bersani, ha concluso i lavori dell’Assemblea Nazionale del Partito, facendo una sintesi degli elementi emersi nei dibattiti in plenaria.
Articolo di Maria Antonella Procopio, Milena Grieco e Andrea Draghetti
Foto di Andrea Vismara