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INFRASTRUTTURE E TRASPORTI | Rassegna stampa
13 febbraio 2012

Una nuova mobilità

Matteo Mauri, Responsabile Trasporti e Infrastrutture PD - L'Unità




Alfano, più coraggio per le liberalizzazioni

Ci sono momenti, in politica, in cui è auspicabile prudenza e cautela, ed altri invece in cui viene richiesta una dose di coraggio superiore alla media. Bene, questo è il momento del coraggio. Erano anni che non vedevo sulle prime pagine dei giornali citate così tante volte le parole Trasporti e Infrastrutture. Forse è solo un caso, oppure qualcosa sta davvero cambiando in Italia nella percezione dell`importanza strategica del sistema della Mobilità. Un sistema che si trova in una situazione molto critica, per i ritardi accumulati nel corso degli anni, per la mancanza cronica di risorse, per le tante, troppe, incrostazioni fatte di interessi corporativi, paure, mancanza di visione, conservatorismi. Il governo Monti e il ministro Passera godono di un alto livello di fiducia presso i cittadini, perché se lo meritano e un po` anche per il confronto con i corrispettivi dell`esecutivo precedente. Adesso è arrivato il momento di cambiare. Ma per cambiare ci vuole lungimiranza e coraggio. 

Il governo sta facendo la propria parte, ma anche il Parlamento deve fare un deciso passo avanti. Ed è quello che chiediamo al Segretario del Pdl Angelino Alfano e al suo partito. Sul terreno delle liberalizzazioni nel campo della Mobilità sfidiamo il Pdl in una gara virtuosa. Le liberalizzazioni sono nel Dna del Pd, sono state un carattere distintivo dell`Ulivo e della nostra prova di governo. Per noi sono uno strumento necessario per migliorare l`efficienza del trasporto pubblico e per aumentare la qualità dei servizi ai cittadini. Monti ha dimostrato in pochi mesi che l`immobilismo non è una condanna endemica dell`Italia, che se un governo vuole, può realizzare le riforme, ma serve in Parlamento una maggioranza che non abbia paura e che lo sostenga. Nel "decreto Crescitalia", che tra poco andrà in discussione al Senato, ci sono molti punti coraggiosi e condivisibili ma anche alcune timidezze da superare. Il premier e il governo deve infatti trovare sempre la "quadra" tra le forze che lo sostengono. Si sarebbero spinti certamente più in là se fosse dipeso solo da loro, come le prime bozze del decreto sono lì a dimostrare. Ma allora, se serve una spinta in più, noi ci siamo, il Pd c`è. 

Gli altri, a partire da Alfano e dal suo partito, ci sono o no? Ci interessa capire cosa pensa Alfano della liberalizzazione del sistema del trasporto pubblico anche per quanto riguarda il Servizio Ferroviario Regionale. È disponibile a sostenere e promuovere concretamente questa prospettiva? Sulla tutela vera del consumatore, come sulla concreta applicabilità della class action, il Pdl è favorevole o ha paura di toccare qualche interesse costituito? E ancora, cosa ne pensa dei porti italiani, ritiene che siano una ricchezza o un impaccio? È favorevole alla loro autonomia finanziaria? Il fatto che Alitalia possa beneficiare per tutto il 2012 del regime di monopolio della tratta Milano-Roma, dopo tutti i miliardi che lo Stato ci ha messo, è ancora accettabile? Le concessionarie autostradali devono fare la propria parte nel risanamento del Paese o possono rimanere indisturbate a godersi i loro lauti guadagni? E infine, per tornare al Decreto, noi vogliamo assegnare all`Authority poteri reali per svolgere compiti precisi, per incidere, Alfano e i suoi concordano o sognano foglie di fico che nulla possono? Questa è la sfida per ammodernare l`Italia, non c`è più tempo da perdere, anche perché ne abbiamo perso fin troppo negli ultimi anni.