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Via libera definitivo dell’aula del Senato al ddl appalti con 170 sì, 30 no e 40 astenuti. Il disegno di legge, composto di un solo articolo, reca una delega al Governo, che dovrà essere attuata entro il 18 febbraio 2016, per il recepimento di tre direttive che riordinano la normativa europea.

 

“Con il voto definitivo del Senato sulla delega al Governo per la riforma del codice degli appalti si aggiunge un altro mattone per costruire finalmente un’Italia più trasparente, più semplice, più giusta”. Lo afferma Chiara Braga, deputata e responsabile Ambiente del Partito Democratico, sull’approvazione definitiva oggi al Senato della delega appalti al Governo.

 

“Cambiare verso all’Italia – sottolinea Braga – passa infatti anche da un quadro normativo degli appalti semplice e certo, in grado di superare molte delle inefficienze dell’attuale quadro che ha reso possibile il diffondersi di fenomeni di corruzione e cattivo uso delle risorse pubbliche. In questo senso sono decisivi il superamento della Legge Obiettivo, il ruolo attribuito con certezza ad ANAC, non solo in termini di vigilanza sui contratti e sulle procedure degli appalti, ma anche nella predisposizione delle nuove Linee guida che sostituiranno il Regolamento. Con il provvedimento, licenziato oggi per l’ultima volta da Palazzo Madama, si garantisce finalmente la centralità del progetto, la qualità delle opere, una maggiore trasparenza, più attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e sociale nell’appalto di lavori e servizi, il débat public. Accrescendo al contempo la competitività del sistema degli appalti: un settore che ogni anno impiega circa il 15% del PIL del nostro Paese. Sono certa che il Ministro Delrio saprà raccogliere al meglio l’indirizzo dato dal Parlamento su questa importantissima materia”, conclude Braga.

 

“Più trasparenza nella gare, più controlli e sanzioni e meno possibilità di introdurre varianti ai progetti originari. Questo il cuore della delega appena approvata che, con i decreti attuativi del Governo, consentirà al Paese di avere una legislazione moderna e adeguata al rilancio economico.” Lo dichiara il senatore Francesco Scalia, commentando l’approvazione in via definitiva del disegno di legge delega sul recepimento di direttive europee su appalti e concessioni. “Gli obiettivi del Pd, della maggioranza e del Governo- continua Scalia – sono quelli di ottenere percentuali molto più alte di quelle attuali di opere realizzate rispetto alle gare aggiudicate e di ridurre sostanzialmente la corruzione. Ebbene, dalla riduzione delle stazioni appaltanti, che da 36 mila scendono ad appena 2000, al sistema di controlli affidato all’Autorità anticorruzione, passando per la prima vera regolamentazione italiana dei gruppi di pressione, fino al passaggio dal criterio del massimo ribasso all’offerta più vantaggiosa per affidare la gare, oggi prende avvio un percorso che centra gli obiettivi prefissi e modernizza il Paese.”

 

“Il nuovo Codice degli appalti che il Senato ha approvato in via definitiva contiene molte novità positive, tra le quali, dal punto di vista del lavoro, l’intervento sul ‘massimo ribasso’ che tanto male ha fatto all’economia italiana e quello sulla ‘clausola sociale’ per promuovere la stabilità dell’occupazione per i dipendenti”. Lo dice la senatrice Annamaria Parente, capogruppo del Pd nella Commissione Lavoro, che è intervenuta nell’Aula del Senato.

 

“Al Senato, come Commissione Lavoro – prosegue Annamaria Parente – abbiamo chiesto alle autority Anticorruzione e della Concorrenza e del mercato di esprimersi sulla ‘clausola sociale’, che ha lo scopo di favorire l’occupazione degli addetti già impiegati negli appalti precedenti, con un occhio particolare alla situazione nei call center dove l’avvicendamento è più frequente. L’esigenza emersa è di tenere insieme il riassorbimento dei lavoratori e delle lavoratrici con l’organizzazione e con il contesto delle imprese subentranti. Per questo,  come Commissione lavoro del Senato, abbiamo invitato il Governo, nei decreti attuativi, a varare normative che tengano insieme le istanze di carattere sociale e ambientale con le leggi sulla parità di trattamento e sulla concorrenza, oltre che con le esigenze organizzative delle imprese. La compatibilità sociale dell’impresa, del resto, è un principio sancito dall’articolo 41 della Costituzione. Tenere insieme queste questioni è anche responsabilità delle parti sociali, che dovrebbero prendersi cura del rafforzamento professionale dei lavoratori e delle lavoratrici. A questo servono anche le politiche attive, la seconda gamba del Jobs Act, che vanno messe in campo al più presto”.

 

Sintesi dei principali provvedimenti contenuti nel Codice degli appalti:

Questi i contenuti principali, alcuni dei quali subito in vigore:

 

  • drastica riduzione delle norme, certezza del diritto e semplificazione dei procedimenti;
  • rafforzamento delle funzioni dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) nell’ambito del settore degli appalti;
  • rafforzamento delle funzioni di organizzazione, di gestione e di controllo della stazione appaltante e introduzione di un sistema, gestito dall’ANAC, di qualificazione delle stazioni appaltanti;
  • centralizzazione delle committenze e riduzione del numero delle stazioni appaltanti;
  • revisione e miglioramento dell’efficienza delle procedure di appalto utilizzabili da CONSIP;
  • istituzione di un elenco, a cura dell’ANAC, di un elenco di enti aggiudicatori di affidamenti ‘in house’;
  • procedure non derogabili riguardanti gli appalti pubblici e i contratti di concessione e il divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie, tranne per urgenze di protezione civile;
  • forte limitazione del ricorso all’appalto integrato e messa a gara del progetto esecutivo;
  • superamento delle leggi obiettivo;
  • forte contenimento del ricorso alle varianti in corso d’opera;
  • introduzione di forme di dibattito pubblico delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali;
  • introduzione di una disciplina specifica per il subappalto;
  • riduzione degli oneri documentali ed economici a carico dei soggetti partecipanti alle gare;
  • criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e delle concessioni misurata sul miglio rapporto qualità-prezzo;
  • revisione e la semplificazione dei sistemi di garanzia per l’aggiudicazione e l’esecuzione degli appalti pubblici;
  • armonizzazione delle norme in materia di trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara;
  • revisione della disciplina dell’affidamento delle concessioni autostradali;
    disciplina organica dei contratti di concessione;
  • disciplina per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria;
  • disciplina specifica per gli appalti pubblici di servizi, diversi da quelli aventi natura intellettuale;
  • disciplina specifica per i contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza, sotto il controllo della Corte dei conti;
  • divieto, negli appalti pubblici di lavori affidati a contraente generale, dell’attribuzione di compiti di responsabile o di direttore dei lavori allo stesso contraente generale.