Due anni fa nessuno scommetteva un centesimo sul fatto che questo Parlamento facesse le riforme. E invece è tornata la politica, è tornata l’Italia.

I professori non più precari, la legge elettorale stabile, le tasse su case e lavoro che vanno giù, la disoccupazione che grazie al ‪#‎JobsAct‬ finalmente scende, la giustizia civile che riduce gli arretrati: tutti provvedimenti votati da questo Parlamento.

Oggi quarto voto sulle riforme costituzionali: maggioranza schiacciante in attesa di conoscere il voto dei cittadini in autunno.
Stiamo dimostrando che per l’Italia niente è impossibile. Con fiducia e coraggio, ‪#‎avantitutta‬

“Viviamo un momento decisivo per la legislatura, storico per il Paese, perché votiamo una riforma attesa da decenni, che chiude la seconda Repubblica e proietta l’Italia nel futuro, con maggiore credibilità in Europa. Un passaggio non scontato se si pensa al clima in cui è iniziata la legislatura, con un Parlamento giovane e forse inesperto”. Così Matteo Orfini ha annunciato in Aula il sì del Pd. Orfini ha ringraziato Giorgio Napolitano per “il suo impulso” determinante e Boschi per il lavoro “paziente e rispettoso del Parlamento”.

 

“Il testo di questa riforma ha una maggioranza più ampia di quello che oggi la voterà. Gelmini, se ci spogliamo delle ipocrisie è chiaro a tutti che questa è una riforma che avete condiviso, avete contribuito a scrivere”, ha continuato Orfini, rivolgendosi a Forza Italia. “Sarà un’accoppiata divertente da misurare nei fatti quella tra voi e Zagrebelsky nel comitato per il NO. Non ci sono ragioni di merito per il vostro voto contrario”, ha aggiunto.

 

Il presidente del Pd, nel suo discorso,  cita Togliatti  – “I partiti sono la democrazia che si organizza” -, ribadisce la necessità di “dare piena applicazione all’articolo 49 della Costituzione” e si rivolge ai pentastellati: “sfidiamo tutti anche voi, onorevole Toninelli, se vi liberate dai ceppi che vi hanno imposto scoprirete che vivere da uomini, da parlamentari liberi sarà molto più piacevole ed utile al Paese”.

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Con il voto delle Camera, è stato completato il primo dei due passaggi parlamentari previsti per le modifiche costituzionali.
Un’Italia più semplice e più forte