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Abbiamo ereditato un Paese con scuole e università esangui, fiaccate da anni di tagli e di messaggi sbagliati trasmessi ai giovani a reti unificate: “con la cultura non si mangia”, “abbiamo troppi laureati”, “signorina, non si affanni alla ricerca di un lavoro, sposi un uomo ricco e sarà felice”. Poi arriva il più giovane Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana e dedica nel suo discorso di insediamento più di mezz’ora a parlar di educazione, insegnanti, merito, scuole che vanno rese sicure e belle, facendo rumoreggiare il Senato che insofferente si chiedeva quando passava il Presidente a trattare argomenti più importanti.

 

Alle parole sono seguiti subito i fatti e ora possiamo con orgoglio rivendicare i primi risultati di ventiquattro mesi di Governo. Un investimento di 3 miliardi e 700 milioni di euro per l`edilizia scolastica nel triennio 2014/2017 che ha già portato l`apertura di 3000 cantieri, di cui 2000 già chiusi, l`avvio dopo decenni di attesa dell`Osservatorio Nazionale e l`Anagrafe Nazionale per l`edilizia scolastica, perché le scuole possano essere non solo sicure, ma anche luoghi aperti in cui la comunità si ritrova. Con la Buona Scuola un altro investimento di tre miliardi all`anno e un piano straordinario di assunzioni che ha messo fine alla precarietà di quasi 100mila insegnanti, mettendo a disposizione delle scuole 50.000 insegnanti in più rispetto al passato. Gli insegnanti precari abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento hanno continuato a lavorare con contratti a termine questo anno, ma è pronto il bando di concorso per 63.712 posti che insieme alle assunzioni da gare residue farà salire in cattedra altri 90.000 docenti nel triennio. 40 milioni di euro per la formazione in servizio dei docenti, più 500 euro netti l’anno a ciascuno di loro per i consumi culturali con la possibilità di acquistare libri o biglietti per concerti, teatro, corsi di lingua. E 200 milioni di euro per premiarne l’impegno, perché finalmente coni criteri tracciati dalle scuole, possa esserne riconosciuto il merito.

 

È il maggior incremento di risorse mai stanziato da un Governo per la scuola e dopo gli scontri ideologici nelle piazze, il clima si sta via via rassenerando. Soprattutto speriamo che tutti abbiano compreso la portata della sfida educativa che abbiamo di fronte. Al centro de `La buona scuola` ci sono l’autonomia, l’apertura delle scuole al territorio, il pieno coinvolgimento della comunità scolastica nella definizione del piano dell`offerta formativa e l`apprendimento per competenze.

La scuola inclusiva, la lotta alla dispersione, il potenziamento dell’offerta formativa. Con l`Alternanza scuola-lavoro per la prima volta proviamo ad affrontare il grande dramma della dispersione scolastica e della disoccupazione giovanile. Nelle zone che sperimentano il sistema duale, con l`alternanza scuola lavoro le percentuali di dispersione e di disoccupazione giovanile sono le più basse d’Europa. Ogni volta che un ragazzo abbandonala scuola troppo presto, lo Stato perde il suo investimento più prezioso, la Società perde una risorsa fondamentale.

 

Nell’ultima legge di stabilità abbiamo iniziato ad invertire il segno anche nell`Università e nella ricerca, perchè siamo convinti che l’innovazione del Paese passa da un nuovo investimento e da riforme necessarie anche in questi settori fondamentali per la crescita. Un piano straordinario di reclutamento di 1000 ricercatori (847 negli Atenei e 200 negli Enti Pubblici di Ricerca), lo sblocco dai vincoli dei punti organico per le assunzioni di ricercatori a tempo determinato e l’assunzione di 500 Professori Universitari di elevato merito scientifico con il Fondo Natta, è un primo tentativo di abbassare l’età media di chi lavora negli Atenei e negli Enti di Ricerca, slegandolo da logiche che a volte mortificano il riconoscimento della produzione scientifica.

 

Con i 55 milioni di euro in più per il Fondo integrativo Statale per il diritto allo studio vogliamo che tutti i capaci e meritevoli privi di mezzi possano ottenere la borsa di studio e per questo come Pd stiamo lavorando alla revisione delle soglie e dei meccanismi per l’erogazione delle borse perché ciascun territorio sia sostenuto in base ai bisogni effettivi e alla capacità massima fiscale.

 

Con lo “Human Technopole. Italia 2040” sorgerà in una parte dell’area Ex Expo una cittadella da 1600 ricercatori. Un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata, dedicato non solo all`alimentazione, tema dell’Expo, ma a tutte le competenze che possono contribuire all`allungamento, al benessere e alla qualità della vita: tecnologie mediche, welfare per una società che vive più a lungo, innovazioni per la sostenibilità ambientale dei materiali, il ciclo dell’acqua e dei rifiuti, fino alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale come parte di una alta qualità della vita peri cittadini di tutte le età.

 

Sappiamo di dover restituire autonomia agli Atenei e agli Enti di Ricerca, sollevandoli da una serie di vincoli, tipici della Pubblica Amministrazione che poco hanno a che fare con istituzioni dedite all`attività didattica e di ricerca e di dover rendere meno ingarbugliato e lungo il percorso di chi vuole fare della ricercali proprio mestiere. Come ha già dimostrato nei 24 mesi trascorsi questo Governo continuerà ad essere capace di investimenti concreti e riforme coraggiose che ci faranno passare dalle polemiche sui cervelli in fuga alla capacità di promuovere (e attrarre) la “circolazione delle idee”, per continuare ad essere all`altezza dei sogni degli Italiani.